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Eventi | 09 maggio 2019, 20:00

“Diritti per crescere”, al Salone l'incontro promosso dal Garante regionale per l'infanzia

A trent’anni dalla firma della Convenzione di New York

“Diritti per crescere”, al Salone l'incontro promosso dal Garante regionale per l'infanzia

A trent’anni dalla firma della Convenzione di New York, al Salone del Libro si è parlato di “Diritti per crescere”, un incontro promosso dalla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.

Una riflessione corale su quanto è stato fatto dall’89 ad oggi, con l’accento posto sui diritti all’ascolto, all’istruzione, alla creatività e al gioco. A parlarne un parterre di esperti, moderato dalla Garante Rita Turino: Maria Costanza Trapanelli, presidente di Unicef Piemonte, Elena Ferrara, insegnante, Enrico Bottero, pedagogista, Joelle Long, docente di diritto della famiglia all’Università degli Studi di Torino, Marco Lazzarotto, scrittore, e Davide Palena, dell’associazione Agevolando.

Non solo diritto alla salute e all’istruzione, ma al riposo, al tempo libero, alla cultura “un diritto che deve essere esigibile da ogni bambino” ha sottolineato Ferrara, che ha ricordato come con il decreto legislativo 60 in Italia i minori sono stati riconosciuti come produttori e fruitori critici di cultura.

Per Trapanelli “il grande valore della Convenzione è aver dato un nuovo protagonismo ai bambini, facendone soggetti di diritti e non più solo bisognosi di protezione. Stiamo parlando del trattato giuridico più ratificato al mondo, ma il lavoro da fare per la sua piena applicazione è ancora tanto”.

Il professor Bottero ha parlato del diritto fondamentale all’apprendimento e di come la società dei consumi ha minato la capacità dei bambini di empatizzare e relazionarsi con l’altro, mentre Long si è soffermata sull’articolo 12 della Convenzione, che prevede la partecipazione dei minori ai processi decisionali che riguardano la loro vita.

Davide Palena è un giovane di 22 anni cresciuto in comunità affido e case famiglia che, insieme ad altri ragazzi ha deciso di mettersi a disposizione dei minori che vivono la stessa esperienza, focalizzando l’attenzione sul tema dell’ascolto. “Che non significa sentire - ha detto - ma mettersi nei panni dell’altro, ascoltare con il cuore”.

comunicato stampa

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