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Attualità | 24 agosto 2019, 16:30

L'anno scorso i piemontesi hanno speso 2 miliardi e mezzo per la cura del corpo e la sana alimentazione

I dati del primo Rapporto sull’Economia del Benessere curato da Philips. Nel 2018 gli italiani hanno speso 43 miliardi di euro per sentirsi meglio

L'anno scorso i piemontesi hanno speso 2 miliardi e mezzo per la cura del corpo e la sana alimentazione

Gli italiani si sentono bene e sono sempre più attenti alla cura di sé e alla propria immagine, tanto da aver destinato nel 2018 un totale di 43 miliardi di Euro all’acquisto di prodotti e servizi per il benessere.

Questo il quadro che emerge dal Primo Rapporto sull’Economia del Benessere, un’indagine voluta da Philips e realizzata da DOXA, che accende i riflettori sugli stili di vita e le abitudini di consumo degli italiani per la corretta alimentazione, l’attività fisica, la cura del corpo, dello stress e del sonno. In Piemonte la spesa per il benessere ammonta a oltre 2,5 miliardi di euro, dei quali il 44% è riservato alla sana alimentazione, il 20% alla cura del corpo e il 19% all’attività fisica.

A fronte di questa spesa, l’84% dei piemontesi valuta positivamente il proprio stato di salute, sopra la media nazionale dell’80%.

La regione vanta tra le più alte percentuali in Italia di persone che praticano attività fisica (82% contro una media nazionale del 78%), ma con il 36% i piemontesi risultano anche tra i più stressati del Bel paese, quattro punti sopra la media italiana.

Forse per questo il 69% degli abitanti della regione utilizza rimedi contro lo stress, tre punti in più della media nazionale[3], e i piemontesi sono tra quelli che più apprezzano il wellness tourism, con il 22% che nell’ultimo anno ha visitato terme, spa o ha partecipato a ritiri di meditazione (media italiana 19%).

Lo stress, per la gestione del quale hanno speso lo scorso anno 315 milioni di euro, non sembra influenzare il sonno dei piemontesi, che con il 43% sono tra i meno afflitti da problemi di insonnia, quattro punti sotto la media nazionale.

Massimo De Marzi

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