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Immortali | 29 agosto 2019, 08:31

Finamente una svolta...

Tre milioni e mezzo di euro, tramite un mutuo acceso dalla Fondazione, ma garantito e soprattutto pagato, dalla Regione.

Finamente una svolta...

In un articolo apparso su toro.it il 21 agosto, Gigi Marengo, per breve tempo Presidente del Torino dei lodisti, rende noto che è stata presentata in Regione una interrogazione a risposta scritta, riguardo all’impiego dei soldi che la Regione Piemonte stessa, giunta Cota, giusto per rammentarlo ai meno attenti, con una legge regionale deliberò di investire nella rinascita del Filadelfia. Tre milioni e mezzo di euro, tramite un mutuo acceso dalla Fondazione, ma garantito e soprattutto pagato, dalla Regione.

Quello che si evince chiaramente da questa interrogazione è che, rispetto ai giorni in cui si legiferò di stanziare il cospicuo importo, le carte in tavola sono state cambiate.

Lo statuto della Fondazione, metteva chiaramente al primo posto nelle priorità di rinascita, la realizzazione della parte sportiva dell’area, a seguire la creazione del Museo e solo successivamente il completamento di tutte le altre strutture accessorie, come la sede della società, un eventuale pensionato per i giovani granata e altre cose.

Ma questo ordine è stato modificato, con il beneplacito anche della Regione, che nel frattempo era passata sotto la guida di Chiamparino, che del Filadelfia non si è mai interessato molto, nè da Sindaco nė da Governatore. Gian Luca Vignale, che per anni è stato il rappresentante regionale in CdA, indicato dalla giunta Cota e lasciato lì, chissà perché, fino a pochi giorni prima dell'inaugurazione, e poi sostituito da Chiamparino, ha fatto egregiamente il suo dovere, ma se nella prima parte del suo mandato aveva ampie deleghe da Cota, lo stesso non si può dire della seconda parte del mandato, dove con chiara evidenza, gli input che gli arrivavano da Palazzo Lascaris erano diversi.

Oggi si rischia, oltre ad un clamoroso ribaltone delle posizioni regionali in Fondazione, anche uno stallo, magari seguito da un capovolgimento di fronte sicuramente non incruento, nella delicata ed instabile situazione politica interna al CdA.

Se prima la Regione lasciava mano libera alla Città, evitando di entrare in rotta di collisione, perché si sa, tra cani grossi non si azzannnano, e la Città a sua volta aveva attenzioni sempre particolarmente sensibili alle esigenze del Torino FC, oggi si rischia di vedere le due istituzioni politiche duellare apertamente e cruentemente.

Non dimentichiamoci che il prossimo anno la Città di Torino sarà sotto elezioni e, complice anche l'attuale situazione politica nazionale, in cui gli ex alleati, pentastellati e leghisti, se le stanno dando di santa ragione, le ripercussioni sul duello amministrativo torinese potrebbero rivestire grande importanza, sia prima del voto, per captare preferenze nel vasto serbatoio elettorale granata presente in città, sia dopo il voto, qualora a Palazzo di Città si insediasse un governo a trazione verde, cosa non impossibile, visto il trend delle ultime consultazioni regionali. Il risultato, per la Fondazione Filadelfia, sarebbe di ritrovarsi con un CdA in cui Città e Regione, che detengono i due grandi “pacchetti azionari” nel Collegio dei Fondatori, che è quello che designa il CdA, avrebbero identità di indicazione politica è unità di intenti. Il Torino potrebbe quindi vedere indebolita la sua posizione, ad oggi egemone.

Insomma, una serie di implicazioni non da poco, in un sottile gioco politico ed in una precaria situazione di equilibrio instabile.

Ed il Museo, in tutto ciò come si pone? Ahimè non è semplice.

In tutto questo mulinar di spade e cozzar di scudi, noi siamo il manzoniano “vaso di coccio fra vasi di ferro”, che deve badare a restare a galla senza incassare colpi che potrebbero causare crepe, che a loro volta minerebbero il galleggiamento.

Inoltre il nostro impatto economico in seno alla Fondazione, è minimo. Se Città è Regione possono vantare quote da tre milioni e mezzo cadauno ed il Torino, attraverso la Fondazione Mamma Cairo, ha una quota da un milione, noi abbiamo messo, come tutte le associazioni di tifosi, poche migliaia di euro.

Dalla nostra parte, però, ci sono due valori inestimabili.

L'esistenza di un Museo che racchiude la Storia e la Leggenda, creato con mille sforzi e gestito con mille sacrifici, che oggi è uno dei diamanti più splendenti nella corona dei musei di calcio mondiali.

E l'appoggio del Popolo Granata, che in tutti questi anni, dalla scellerata demolizione alla rinascita, passando attraverso mille battaglie e peripezie, ci ha sempre sostenuto, facendoci sentire il suo amore incondizionato verso quel Vecchio Cuore Granata che abbiamo mantenuto in vita e fatto pulsare, a Superga prima e a Villa Claretta oggi.

Il nostro dovere, il compito cui ci consacriamo senza esitazione, è e sarà sempre di agire nel supremo interesse della leggendaria storia granata. Il vostro, è di continuare a restarci vicino e a sostenerci, in questo momento di difficoltà , come non avete mai mancato di fare fino ad oggi.

Domenico Beccaria

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