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Sanità | 07 settembre 2019, 10:03

Salizzoni al ministro Speranza: "Le Molinette sono irrecuperabili. Sogno Torino come la Pittsburgh italiana"

Un appello "affinché venga scongiurato il rischio di qualsiasi ritardo, di manovre dilatorie, di alibi" per la nascita del futuro Parco della Salute

Salizzoni al ministro Speranza: "Le Molinette sono irrecuperabili. Sogno Torino come la Pittsburgh italiana"

"Le Molinette sono irrecuperabili. Un edificio di quasi cent’anni, nato quando non esistevano gli antibiotici e l’anestesia era primordiale". Così il consigliere regionale Mauro Salizzoni, fondatore nel 1990 di uno tra i primi centri in Italia per il trapianto di fegato, apre la sua lettera al neo ministro della Salute Roberto Speranza. Un invito a considerare il progetto per il nuovo Parco della Salute una risorsa fondamentale per il miglioramento delle prestazioni sanitarie. 

"Mi occupo del progetto 'Molinette 2' sin da quando ha avuto inizio la discussione, ormai vent’anni fa. Nel corso degli anni sono succedute le ipotesi le più diverse, si sono pensate location fuori Torino o ricostruzioni in aree adiacenti alle attuali, si sono siglati protocolli d’intesa davanti a fotografi e telecamere. Si è perso tanto, troppo tempo".

Come rimarca Salizzoni, si tratta ormai di un edificio centenario, con sale rianimazione ricavate negli scantinati e ne sottotetto, con tubi vecchi che non reggono il flusso d'acqua a 70 gradi. "Gli impianti - prosegue - non si possono modificare, i pazienti da rianimare dopo l’operazione vengono fatti uscire dalle sale e spinti anche per 800 metri nei corridoi su una barella, intubati, fra gli avventori. Anche il centro trapianti da me fondato ha difficoltà ad innovarsi per mancanza di spazi, e quindi è estremamente difficile stare al passo delle innovazioni tecnologiche come le nuove macchine per la rigenerazione degli organi".

Salizzoni fa poi il punto sul futuro Parco della Salute al Lingotto, città ospedaliera e universitaria, con 1.040 posti letto: lo studio di fattibilità è completato e finanziato con 160 milioni, tre gruppi privati hanno presentato regolare manifestazione di interesse e sono stati giudicati idonei a partecipare al dialogo competitivo, scegliendo la la formula de partenariato pubblico privato.

"Lo dice uno - precisa - che ha sempre difeso la sanità pubblica, dando un suo contributo alla nascita del SSN. Perché oggi non è realistico pensare di costruire un’infrastruttura sanitaria con sole risorse pubbliche. O si coinvolgono i privati o non si fa. L’importante è che il pubblico abbia il controllo e la gestione della parte sanitaria".

Un appello urgente, quello di Salizzoni, "affinché venga scongiurato il rischio di qualsiasi ritardo, di manovre dilatorie, di alibi. Le Molinette sono al collasso, e l’invecchiamento strutturale comporta il depauperamento delle straordinarie competenze che quei muri contengono, pregiudicando la qualità del lavoro dei professionisti e la qualità della vita dei pazienti".

"Il Parco della Salute - conclude - può essere una delle leve per far uscire Torino dalla fase di immobilismo e rassegnazione di questi ultimi anni. Ho una visione, un sogno: vedere Torino trasformarsi nella Pittsburgh italiana, una città post-industriale capace di reinventare una propria vocazione anche grazie ad un polo di ricerca medico-scientifica di eccellenza, insieme all’Università, al Politecnico e all’indotto delle aziende dell’innovazione. Torino e il Piemonte non meritano le vecchie Molinette. Costruiamo il futuro della nostra sanità, ma che sia ora".

Redazione

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