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Attualità | 19 ottobre 2019, 16:17

Ivrea, salvato in extremis detenuto italiano che tentava il suicidio in carcere

Il sindacato Osapp sottolinea: "La Polizia fa il proprio dovere, l’Amministrazione Penitenziaria no. Continuate pure a chiamarci torturatori"

Ivrea, salvato in extremis detenuto italiano che tentava il suicidio in carcere

Un detenuto italiano di origini sudafricane, 35enne, in carcere per omicidio, condannato all'ergastolo, mentre si trovava nel reparto osservazione del carcere di Ivrea, ha tentato il suicidio impiccandosi con una maglia annodata alle grate della propria cella. L'uomo è stato salvato in extremis dal tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria.

A descrivere l’episodio avvenuto la scorsa domenica è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci. "La Polizia Penitenziaria fa sempre il proprio dovere – sottolinea il leader dell’OSAPP – anche quando risorse organiche e mezzi difettano come nel caso di Ivrea, ricordiamo che il carcere di Ivrea, non ha un Direttore e un Comandante di reparto titolari, l’amministrazione penitenziaria invece a partire dagli Uffici Centrali  sono silenti rispetto al caos esistente nelle carceri Italiane tant'è che sono diventate vere e proprie polveriere, tra aggressioni quotidiane, sputi, risse".

“A nostro avviso – conclude Beneduci - gli errori, le inadempienze e la sostanziale incapacità gestionale che connotano l’attuale andamento del carcere in Italia, con gli agenti che vengono definiti addirittura torturatori come è il caso di Torino e San Gimignano, comporteranno conseguenze di notevole entità per lungo tempo in danno alla collettività esterna al carcere su tutto il  territorio nazionale”.

comunicato stampa

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