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Sanità | 26 gennaio 2018, 07:27

Circoscrizione 6, Pietralta: il medico di base va in pensione e i pazienti rimangono senza sostituto

“Siamo tagliati fuori!”, hanno gridato i cittadini ieri, in sede di Commissione di lavoro presso il centro civico

Circoscrizione 6, Pietralta: il medico di base va in pensione e i pazienti rimangono senza sostituto

Che cosa succede quando il tuo medico di base va in pensione? Ne rimani senza. O almeno, è quello che è successo ai residenti della zona Pietralta, in Circoscrizione 6, a partire da dicembre: circa 4000 abitanti, con un pediatra e un solo medico di base rimasto.

La faccenda del dottor Piano ha radici lontane – ha spiegato il capogruppo di Lista Civica, Alessandro Avramo – ed è uno specchio di ciò che succede anche nelle zone limitrofe, come Falchera. La situazione dei medici nel territorio della Circoscrizione 6 è altamente deficitaria: non vengono sostituiti e molte volte sono ridistribuiti in base alla popolazione. Per questo motivo, spesso, i residenti si sono allertati”, perché si sentono “tagliati fuori”, come hanno manifestato alcuni cittadini presenti ieri, in sede di Commissione di lavoro.

I cittadini sono anziani, gli ambulatori saturi, i pronto soccorso colmi: è necessaria una soluzione efficace”. “Ciò che auspico è di creare una sensibilità verso l’ASL e chi può legiferare”, ha continuato Avramo. Mentre il capogruppo PD Ivo Manecchia suggerisce di organizzare un incontro, in Circoscrizione 6, con il presidente dell’Ordine dei medici.

È opportuno entrare anche nel merito della qualità dei servizi offerti dai medici stessi – ha continuato il capogruppo di Direzione Italia, Raffaele Petrarulo – al fine di trovare un metodo per cambiare Pietralta e migliorare la situazione generale del servizio”.

La situazione del territorio è morfologicamente in una posizione di non facile mobilità – ha precisato Antonio De Serio, responsabile delle associazioni di Pietralta – e circa il 25/30% è costituito dagli anziani: condizione particolarmente disagiata, perché questi hanno diverse difficoltà a spostarsi. C’è, allora, bisogno di lavorare in rete, per far sì che la comunità non si disgreghi. Il medico di base è un ottimo collante da questo punto di vista. E tutti sapevano, da almeno 6 mesi, che il dottor Piano sarebbe andato in pensione, e che la situazione sarebbe divenuta molto delicata: delicata già a partire da quando, due anni fa, la farmacia è stata spostata. Se non si è accorti, questa zona rischia di diventare la periferia della periferia: non ghettizziamo questo territorio, fate il possibile per trovare una soluzione che mantenga solida la coesione della comunità”.

Ma quale potrebbe essere questa soluzione? “La legge impone dei numeri di carenza che in questo momento non sussistono nel territorio”, ha spiegato il coordinatore, Numinato Licari. “Premettendo che qualsiasi medico di base non possa essere obbligato ad aprire uno studio, nemmeno a Pietralta, come istituzione di territorio, ciò che noi possiamo fare è mettere a disposizione dei locali, quasi a titolo gratuito, e cercare di convincere il dottor Petro, che lavora nei pressi della zona e ha diversi posti liberi, a operare in questo territorio. La Circoscrizione di più non può fare, perché questo sistema è, comunque, di competenza comunale, e inoltre nessuno, per legge, può obbligare l’apertura di uno studio medico. In ogni caso, andremo avanti cercando altre azioni e soluzioni efficaci”.

Non abbiamo la risposta, ma i cittadini hanno avuto la conferma che noi ci siamo, come intero Consiglio, e che questo sia un tema su cui, da parte nostra, c’è molto impegno”, ha concluso la presidente Carlotta Salerno. “Il luogo fisico a titolo essenzialmente gratuito è un aiuto da non sottovalutare, ed è un primo passo importante, uno sforzo collettivo per il bene pubblico”.

Roberta Scalise

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