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Cronaca | 20 settembre 2018, 17:20

Molosso sbranò una cagnolina, il padrone condannato a due anni per calunnia

L'episodio avvenne nel maggio 2015 a Moncalieri: l'uomo aveva detto che il suo Amstaff era intervenuto dopo che l'altro cane lo aveva morso a un dito

immagine di repertorio

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La condanna per due anni è dovuta a calunnia e non perché una povera bestiola è stata uccisa. Il fatto risale al maggio del 2015 a Moncalieri, ma al verdetto si è arrivati solo oggi.

Il proprietario di un cane di grossa taglia, di razza Amstaff, azzannò e uccise una cagnolina, l'uomo raccontò ai carabinieri (con tanto di denuncia formale) che la cagnolina gli aveva morso un dito e il suo molosso non aveva fatto altro che intervenire per difendere il padrone. Ma i fatti, evidentemente, non sono andati così, per questo un 67enne è stato condannato a due anni dal giudice Rossella La Gatta.

La piccola Minni, un meticcio di due chili per venti cm di altezza, fu aggredita da un animale che, secondo la testimonianza di un veterinario, "poteva essere venti o trenta volte più grande". La padrona, una signora di 53 anni, si è costituita parte civile e, in qualità di vittima della calunnia, ha ottenuto un risarcimento di 1.500 euro.

Massimo De Marzi

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