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Politica | 16 dicembre 2018, 10:00

Tav, Radicali e +Europa: "Questo referendum s'ha da fare. Lo vogliono tutti, tranne Appendino"

Boni: "Abbiamo presentato due petizioni. Per ora ci ha risposto soltanto la Città Metropolitana, che però ne fa un discorso di forma e non di sostanza"

Tav, Radicali e +Europa: "Questo referendum s'ha da fare. Lo vogliono tutti, tranne Appendino"

"Il 12 novembre scorso abbiamo presentato, come Radicali Italiani e +Europa, due petizioni popolari per chiedere che si svolga un referendum consultivo per interrogare i cittadini sulla Tav. Le abbiamo presentate al Comune e alla Città Metropolitana. Il primo non ci ha ancora risposto (ha 60 giorni di tempo, ndr), la seconda ci ha inviato una lettera, che però non troviamo per nulla soddisfacente". A spiegarlo è Igor Boni, coordinatore del gruppo +Europa di Torino, in conferenza insieme al primo firmatario delle petizioni, Silvio Viale, alla coordinatrice dell'associazione radicale Adelaide Aglietta, Patrizia De Grazia, e a Marco Cavaletto del direttivo del Gruppo +Europa Torino.

"Pensiamo - spiegano - che quella della Città Metropolitana sia una risposta del tutto inaspettata. Perché ci fa un appunto di forma e non di sostanza. Da una parte ci spiega che l'ente non ha un regolamento per la realizzazione di un referendum. Che in effetti è previsto ma non è regolamentato. Dall'altra parte ci suggeriscono di far riferimento a quello vecchio della Provincia di Torino. Quindi ci dicono di rifarci a un regolamento che non esiste più di un ente che non esiste più e non è pubblicato da nessuna parte. E che tra l'altro richiederebbe 50mila firme, un numero maggiore rispetto a quello che richiederebbe un progetto di legge di iniziativa popolare. E' chiaro che, stando così le cose, questa risposta è inaccettabile".

"La verità - prosegue Boni - è che sul carro referendario sono saliti in molti, anche in modo inappropriato, da Salvini in giù, tranne chi avrebbe dovuto salirci, cioè la sindaca Appendino. Non ha senso mettere una contro l'altra le due piazze, quella Sì Tav e quella No Tav. Molto meglio per tutti fare un referendum popolare che dica finalmente se i cittadini di Torino, o della Città Metropolitana, sono favorevoli o contrari all'opera. In modo che questa posizione sia chiara anche a chi, da Roma, deve prendere le decisioni in merito. Noi siamo sicuri che i cittadini del nostro territorio siano favorevoli alla Torino-Lione e l'immobilismo di Appendino, che è sindaca sia di Torino che della Città Metropolitana, ci fa pensare che anche lei sia convinta che alla fine vincerebbero i Sì Tav. E quindi temporeggia per non affrontare un risultato che non condividerebbe".

"In questa occasione - aggiunge Viale - vogliamo sollecitare la sindaca Appendino a fare questo passo. Perché con il Consiglio Comunale Torino si è dichiarata No Tav, ma questa a nostro parere non è l'opinione della maggioranza dei torinesi. Se chi governa la città è sicuro del contrario, che si misuri con il referendum. Questo è il nostro messaggio".

Daniele Angi

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