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Politica | 15 gennaio 2019, 11:22

Regione, Cerutti: "Il Piemonte farà ricorso alla Consulta contro il decreto Sicurezza"

L'assessore all'Immigrazione e alle Pari Opportunità chiama in causa la Corte Costutuzionale. Fluttero: "L'opinione del Consiglio regionale non interessa?"

Regione, Cerutti: "Il Piemonte farà ricorso alla Consulta contro il decreto Sicurezza"

"Il decreto Sicurezza approvato dal governo farà aumentare gli irregolari sul territorio, portando una maggiore insicurezza nelle nostre strade. Per questo, la Regione Piemonte farà ricorso alla Corte Costituzionale contro questo provvedimento". Lo ha annunciato stamattina nell'aula del Consiglio regionale del Piemonte l'assessora all'Immigrazione e alle Pari Opportunità, Monica Cerutti.

"Il decreto Sicurezza - ha poi aggiunto l'esponente della giunta Chiamparino - avrà inoltre anche un impatto negativo su tutta l'economia piemontese".

A rispondere a Cerutti è stato il consigliere Andrea Fluttero (Forza Italia), che ha invocato Chiamparino. "Per l'annuncio di un atto cosí importante - ha detto Fluttero - mi sarei aspettato l'intervento del governatore in persona. Riteniamo, inoltre, che prima di affrontare un ricorso alla Consulta, sarebbe stata buona cosa sentire l'opinione dell'assemblea legislativa".

La controrisposta è arrivata dal consigliere Andrea Appiano (PD): "Ha fatto bene la giunta a non passare dall'Aula, viste le reazioni del centrodestra. Nella legge sicurezza manca il coordinamento tra norme nuove e vecchie". Per Marco Grimaldi (SI -LeU), il decreto Sicurezza "verrà spazzato via per questioni costituzionali. In questa vicenda c'è tanta puzza di razzismo".

"La vicenda del ricorso alla Corte Costituzionale sa di campagna elettorale", ha invece attaccato Gian Luca Vignale, "in questi anni la giunta Chiamparino non si è infatti mai occupata degli immigrati. Tra il 2014 al 2017 sono entrate in Piemonte 250mila persone di cui si sono perse le tracce".

“Se il centrodestra vincerà le elezioni in Regione Piemonte ritirerà il ricorso voluto da Chiamparino e Cerutti. E’ già dimostrazione di scarsa correttezza istituzionale che una giunta in scadenza impugni una norma dello Stato": lo annunciano Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia, e Maurizio Marrone, dirigente nazionale FDI, che aggiungono: "assurdo che avvenga contro il decreto Sicurezza che, non solo Fratelli d’Italia, ma i cittadini tutti vogliono, dopo essere stati esasperati dalle politiche favorevoli agli sbarchi incontrollati".

"Siamo pronti in ogni caso ad opporci concretamente all’iniziativa della Giunta che va contro la sicurezza dei nostri quartieri”  “Evidentemente quando era Sindaco di Torino Chiamparino già non frequentava quei quartieri che ancora oggi soffrono l’assenza di interventi volti a non dare tregua a chi giunge nella clandestinità e non certo per lavorare e integrarsi”.

"Troviamo stucchevole – ha dichiarato il Consigliere regionale Roberto Ravello durante il dibattito sul ricorso della Regione avverso il Decreto Sicurezza - il solito spettacolo di soggetti che si arrogano senza alcun titolo il diritto di distribuire patenti di legittimità su chi è titolato ad esprimersi su certi temi, a partire dall’immigrazione. Ma soprattutto – continua Ravello – registriamo l’ennesimo segnale di distacco della maggioranza di centrosinistra dalla realtà: da un lato abbiamo chi ha ridotto in modo consistente il numero degli sbarchi e dall’altra una Giunta regionale che lamenta la diminuzione dei richiedenti asilo nel circuito degli SPAR, invece che occuparsi dei problemi dei piemontesi".

"Finalmente – conclude il Consigliere Ravello - viene stravolto un paradigma: dalla speculazione sulle pelle dei migranti e dall’esposizione degli italiani ai rischi connessi con un’immigrazione incontrollata si è passati alla volontà di gestire il fenomeno migratorio partendo dal presupposto che al primo posto ci sono gli italiani".

“Qualcuno, nel passato, sosteneva che la bontà disarmata, incauta, inesperta e senza accorgimento non fosse neppure bontà, che fosse ingenuità stolta e provocasse solo disastri. Questo qualcuno non era di certo un populista o, ancor peggio, un fascista. Era un certo Antonio Gramsci, nelle sue ‘lettere dal carcere’”: così Benito Sinatora, consigliere regionale della Lega, durante la discussione sul decreto Sicurezza in aula.

“Oggi più che mai - prosegue Sinatora -, anche a fronte di ciò che abbiamo sentito durante questo dibattito, le parole di Gramsci risultano attuali. Mi si permetta una semplice riflessione: la giunta propone un ricorso di costituzionalità contro il cosiddetto Decreto Salvini come se questo decreto avesse già prodotto effetti negativi. Stiamo parlando di un provvedimento che, oggi, deve ancora essere applicato”.

“Oltretutto - continua il consigliere leghista -, il Decreto in questione, è sempre bene sottolinearlo, va a modificare una situazione che di certo nessuno può definire idilliaca. Basta fare un giro per Barriera di Milano o San Salvario per toccare con mano il fallimento delle leggi buoniste volute dal Pd. Sono le scellerate politiche in materia di immigrazione adottate dai governi di centrosinistra ad aver portato ad un’immigrazione selvaggia ed incontrollata. È stato il popolo italiano lo scorso 4 marzo a bocciare le scelte della sinistra. Sono stati i cittadini stanchi a dire basta”.

“Questo governo  - conclude Sinatora - ha avuto la fermezza di mettere un freno all’invasione. La pacchia è finita, come dice giustamente il ministro dell’Interno, e con essa è finito anche il business legato all’accoglienza”.

Daniele Angi

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