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Politica | 30 settembre 2019, 21:10

Fassino lascia Palazzo Civico: "Alleanza con i 5 Stelle nel 2021? C'è tempo per valutare" [VIDEO]

Il consigliere del Partito Democratico ha ripercorso i 20 anni dentro Palazzo Civico, parlato dei motivi che l'hanno spinto a lasciare e analizzato la possibile alleanza con i 5 Stelle

Fassino lascia Palazzo Civico: "Alleanza con i 5 Stelle nel 2021? C'è tempo per valutare" [VIDEO]

Voce rotta dall'emozione, occhi lucidi e tanti ricordi. Piero Fassino ha consegnato le dimissioni da consigliere comunale torinese, chiudendo di fatto una volta per tutte quella porta della Sala Rossa che si era aperta 20 anni fa. Dopo quattro consiliature e un ruolo da attore politico vissuto sia come primo cittadino che come consigliere d'opposizione, Fassino ha stilato un bilancio dell'attività svolta, concentrandosi non solo sul passato ma anche sui possibili sviluppi futuri. La possibile alleanza con i 5 Stelle a livello locale, in vista delle elezioni del 2021, è infatti un argomento decisamente attuale.

E' stato lo stesso ex sindaco, fuori dalla Sala Rossa, a ripercorrere il periodo passato all'interno di Palazzo Civico: "Ho trascorso nella sala rossa 20 anni, quattro consiliature in periodi diversi: come consigliere comunale, amministratore e sindaco. Questa è la mia città. In questi 20 anni ho dato tutto quello che potevo perché Torino potesse vedere soddisfatte le sue aspettative, è evidente che lasciare il Consiglio comunale dopo 20 anni di attività suscita emozioni. Mentre parlavo si affollavano nella mia mente ricordi, immagini ed emozioni che ho vissuto a Torino".

Fassino ha poi spiegato i motivi che lo hanno spinto a rassegnare le dimissioni: "La ragione per cui ho lasciato è determinata dall'evoluzione del quadro politico nazionale. Con la formazione del nuovo Governo, la maggioranza è chiamata a una particolare responsabilità e i parlamentari a una costante  e continua presenza ai lavori parlamentari. Senza alcuna eccezione. Questo obiettivamente configge con la possibilità di una partecipazione adeguata ai lavori del consiglio comunale e all'attività amministrativa della città. Quindi, la necessità di una scelta che si è orientata nel concentrare la mia attività sul mandato parlamentare". Chi si immagina un Fassino lontano dalla città, però, si sbaglia di grosso: "Fermo restando che questa è la mia città, alla città continuerò a dedicare l'attenzione che ho sempre dedicato e da parlamentare lavorerò perché Torino possa avere tutto ciò che deve avere".

L'ex sindaco e ormai consigliere dimissionario del Partito Democratico, si è poi concentrato sul rapporto con Chiara Appendino e quel ruolo da lui stesso ricoperto sui banchi dell'opposizione: "Io credo che abbiamo fatto un'opposizione responsabile e costruttiva. Non c'è stato un momento in cui negli interventi nostri le nostre posizioni fossero determinate da pregiudizi. Se i provvedimenti erano nell'interesse della città li abbiamo votati, se non li abbiamo ritenuti utili no. Sempre nel rispetto reciproco e anche con il massimo rispetto per la fatica della sindaca, per esperienza so quanto sia faticoso il peso che grava sulle spalle di chi deve guidare la città. Personalmente ho sempre garantito il massimo rispetto, fermo restando che quando le decisioni erano condivise non abbiamo avuto difficoltà a dirlo, mentre quando invece le decisioni non ci convincevano l'abbiamo detto con molta nettezza, manifestando il dissenso. Nel rigore e stile di Torino, anche quando la dialettica politica è aspra non viene mai il rispetto delle persone".

Inevitabile poi il riferimento a scenari futuri, a quella "strana alleanza" che nelle elezioni comunali del 2021 potrebbe vedere il Partito Democratico di Fassino insieme al Movimento 5 Stelle di Chiara Appendino concorrere per la poltrona di primo cittadino uniti, contro una coalizione di centro destra: "Nel 2021 alleati? Lo decideranno nel 2021 le forze politiche torinesi. E'evidente che se si consolida l'alleanza nazionale questo potrebbe influire sulle dinamiche locali, ma non è automatico. Le alleanze in sede locale, da sempre, si sono fatte a partire dalla specificità dei territori e sulle decisioni delle forze politiche in sede locale. Vorrei ricordare che Cirio, eletto presidente della Regione, si è presentato alle elezioni sostenuto dal centro destra con un candidato dei 5 Stelle alternativo e in concorrenza nonostante che Lega e 5 Stelle fossero insieme a livello nazionale. Gli automatismi non ci sono, c'è una valutazione che deve essere fatta in sede locale: da qui al 2021 c'è il tempo per maturare le valutazioni necessarie".

Parole schiette, dette senza il freno a mano tirato. Le ultime di Piero Fassino da Palazzo Civico.

Andrea Parisotto

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