Strade aperte | 14 ottobre 2019, 19:35

Ieri Torino si è colorata di viola per il "Sen͂or de los Milagros", la festa della comunità peruviana

La celebrazione in Duomo e poi la processione, seguite da canti e balli. Un evento di grande importanza per il Perù che ha incuriosito molti torinesi e coinvolto anche altri popoli dell’America Latina

Ieri Torino si è colorata di viola per il "Sen͂or de los Milagros", la festa della comunità peruviana

Sono diecimila solo a Torino e sfiorano i trentamila tra il Piemonte e la Val d’Aosta. Una delle comunità più amate, quella dei peruviani, ha celebrato anche quest’anno il “Sen͂or de los Milagros” (il “Signore dei Miracoli”), coinvolgendo colori e credenze differenti in una giornata di festa aperta a tutti.

Le origini del culto

Le sue origini risalgono a quattrocento anni fa circa, nel 1650, quando a Lima uno schiavo angolano dipinse sul muro l’immagine del “Cristo Moreno”. Negli anni successivi una serie di terremoti ha distrutto grande parte della città, ma quel dipinto è rimasto sempre intatto. L’immagine si trova ora nella Chiesa dei Nazareni, costruita appositamente per la Sacra Icona, ed è il luogo della sua devozione.

Le migrazioni hanno permesso al culto di diffondersi. Sono nate in tutto il mondo le Hermandades del Sen͂or de los Milagros, riconosciute ufficialmente dal governo peruviano e che ogni anno organizzano la processione dedicata al Santo. A Torino la confraternita è nata nel 2003, quasi dieci anni dopo Roma.

I simboli di una cultura dedita all'amore verso il prossimo

Il Sen͂or de los Milagros non è solo una manifestazione cattolica, ma ben di più. Questa celebrazione è l’unione sinergica tra la cultura peruviana, la religione e l’apertura verso le diversità. È per tutti, anche per i non credenti. Infatti, ad oggi, sono sempre di meno i fedeli, eppure l’importanza del Cristo Morado è uguale per qualunque peruviano allo stesso modo. Il culto si discosta dal senso puro della religione e si intreccia con la credenza popolare, tant’è che ogni anno nessuno perde l’occasione di chiedere al Santo il miracolo.

La ricorrenza, nel mese di ottobre, prevede una settimana di festeggiamenti e di messe dedicate al Signore dei Miracoli. Si conclude la domenica, il giorno della processione.

La festa di ieri a Torino

Quest’anno la giornata del 13 ottobre a Torino è stata molto ricca e piena di emozioni. La messa di apertura al Duomo, durata due ore, è stata celebrata rigorosamente in spagnolo e rispettando la tradizione peruviana. Nel momento delle offerte sono stati portati i doni del popolo devoto, come il vino, le ostie, il pane, l’uva. Verso la fine della funzione, ha preso parola il Console Generale del Perù, César Augusto Jordàn Palomino, il quale ci ha tenuto a sottolineare l’orgoglio provato dalla propria cultura nei confronti di questa credo.

Terminata la messa, fuori dal Duomo è stata subito festa. Il cibo, gli inni italiano e peruviano suonati e cantati, il ballo nazionale della Marinera hanno riunito tutti i partecipanti e i passanti in un momento di allegria e condivisione. I fedeli, vestiti con l’abito tradizionale viola e una cintura bianca in vita, hanno dato inizio alla processione trasportando il quadro Sacro. Il Cristo è stato fatto sfilare per le strade della città verso la Chiesa di San Domenico, dove “dormirà”, come è solito dire dai peruviani, fino al 3 Novembre.

Il modo in cui questa manifestazione viene accolta ogni anno dai cittadini torinesi è il segno di una cultura straniera che ha lanciato le sue radici ovunque nel mondo e i suoi frutti positivi sono evidenti in occasioni simili.

 

Giulia Amodeo

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Giulia Amodeo

Ogni forma d’arte mi affascina e la passione per la scrittura mi accompagna fin dalle scuole Elementari. Nata a Priverno (LT), sono laureata in Comunicazione Interculturale e attualmente studio Comunicazione, ICT e Media. Dopo due anni di scoperta della cultura francese e molti viaggi alle spalle, che mi hanno educata al rispetto e all’amore delle diversità, sono arrivata a Torino, dove vivo ormai dal 2016.

Strade aperte
Questa rubrica nasce convogliando insieme viaggi, scrittura e un’identità culturale fluida e in costante arricchimento grazie all’incontro con l’altro. L'obiettivo è raccontare la multiculturalità che fa di Torino una delle città più ricche e accoglienti. Quartieri carichi di fascino sono popolati da persone di diversa provenienza e cultura. Si parla di storie di vita, di festività nazionali provenienti da tutto il mondo, di lotte pacifiche di natura sociale, di comunità. Culture, ma anche altro, soprattutto con la collaborazione di chi rappresenta le numerose comunità straniere presenti nel territorio piemontese: i Consoli.

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