/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 09 marzo 2020, 20:55

Coronavirus, "La distanza di un metro nei negozi? Con così pochi clienti si rispetta da sola". "Servono maggiori dettagli e chiarimenti"

Prima giornata feriale di applicazione del nuovo decreto del governo contro la diffusione del Covid-19. Banchieri (Confesercenti): "C'è chi preferisce tenere chiuso". Carpignano (Ascom): "Incertezza su alcune distinzioni di attività, già ricevute tantissime telefonate"

Coronavirus, "La distanza di un metro nei negozi? Con così pochi clienti si rispetta da sola". "Servono maggiori dettagli e chiarimenti"

"L'afflusso di clienti è talmente ridotta che la disposizione del metro di distanza di sicurezza tra le persone si rispetta da sola". Il presidente di Confesercenti Torino, Giancarlo Banchieri, valuta così il primo giorno feriale di applicazione delle nuove direttive volute dal Governo per i locali pubblici.

Un primo giorno fatto di incertezze e dubbi, come prevedibile. In attesa di ulteriori specifiche e chiarimenti da parte del governo. "Sicuramente c'è impegno nell'applicare queste regole, ma c'è già chi ha deciso che è più conveniente chiudere, in questi giorni". Senza dimenticare l'avvento dei nuovi, più stringenti provvedimenti: "Con l'estensione delle zone coinvolte - conclude Banchieri - ci sono locali come gli alberghi che non avranno quasi motivo di stare aperti, visto che gli spostamenti saranno ulteriormente limitati".

"Riceviamo tantissime telefonate, da ogni categoria - dice Carlo Alberto Carpignano, direttore generale di Ascom Torino e provincia - e in molti casi l'unica strada è cercare di usare il buon senso. Tra le righe c'è spazio per margini di interpretazione anche piuttosto ampi: aspettiamo maggiori indicazioni".

Intanto, si procede con quello che si ha: "La disposizione del metro di distanza è senza dubbio quella più semplice da attivare. Tanti negozi stanno già facendolo e per chi non riesce a garantire la capienza si fanno formare code all'esterno del negozio. Ma ci sono incertezze che riguardano la suddivisione in categorie: per esempio, che differenza reale esiste tra un pub, che deve stare chiuso e un bar o un ristorante? Anche in questo caso aspettiamo chiarimenti".

Così come li si attende anche per determinati tipi di esercizi legati a mestieri come l'estetista o la parrucchiera: "In questo caso come si fa a rispettare il metro di distanza dal cliente? Esiste una deroga? Bisogna chiudere?".

La certezza è solo una, che in parte risponde anche a chi lamenta assenza di comunicazioni da parte delle istituzioni locali o delle associazioni di categoria: "L'unico che può pronunciarsi su questi temi è il prefetto e dunque gli ambienti della prefettura: aspettiamo che ci dicano di più, ma capiamo che il momento è complesso per tutti".

Massimiliano Sciullo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium