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Attualità | 30 marzo 2020, 11:39

La Cooperativa Mirafiori e il “contatto” tra educatori e famiglie: quel rapporto speciale che il virus non cancella

Sono tante le attività virtuali portate avanti dagli operatori per sentirsi vicini agli utenti: "E' una situazione eccezionale per tutti: continuiamo a dare supporto a chi ne ha bisogno"

La Cooperativa Mirafiori e il “contatto” tra educatori e famiglie: quel rapporto speciale che il virus non cancella

L’arcobaleno è diventato, in tutta Italia, il simbolo della speranza che il Coronavirus non può abbattere. Luce nuova dopo la tempesta, campeggia sui balconi delle case creando un rimando di echi colorati in questa neonata grande comunità in quarantena. E il suo messaggio di allegria e rinascita sembra lo stia calzando alla perfezione, nelle ultime settimane, la Cooperativa Mirafiori di Torino, tassello di quel prezioso puzzle di esperienze del terzo settore, oggi più che mai al servizio delle persone. Basta dare uno sguardo alla sua pagina social, per accorgersene. È qui che il contatto umano si è trasferito, dopo le restrizioni indette dal governo per fronteggiare l’epidemia. 

L’agenzie educativa da oltre trent’anni opera in no profit nel capoluogo e in provincia con uno staff di circa 90 operatori, occupandosi principalmente di bambini e adolescenti, tra centri culturali (il Cpg di strada delle Cacce, a Mirafiori), comunità residenziali e riabilitative (ad esempio la “Giulia”, in via Cigna) e progetti ambientali (come quelli svolti al Centro Mirafleming). Ora lo stop delle attività ha indotto tutti, educatori e famiglie, a sperimentare nuove forme di comunicazione, virtuali, sì, ma non per questo meno efficaci e coinvolgenti.

Inizialmente - racconta Stefania Melissari della Cooperativa Mirafiori - con alcuni nuclei abbiamo continuano a portare aventi gli interventi a domicilio, applicando tutte le precauzioni necessarie. Poi, per ragioni di sicurezza, abbiamo dovuto trovare nuove soluzioni, che ci consentissero comunque di dare il nostro supporto come sempre fatto”. 

E da lì si è messa in moto una grande macchina creativa capace di sfruttare al meglio la tecnologia per continuare a fare rete e mantenere vivo l’interscambio nel quotidiano.

Utilizziamo diverse piattaforme per le videochiamate con le famiglie che hanno preferito interrompere il servizio a domicilio degli educatori - prosegue Stefania -. Ci siamo letteralmente reinventati, proponendo laboratori interattivi, tutorial, modalità alternative di sostegno ai compiti a casa. È qui che spesso i genitori e i ragazzi accusano più difficoltà”. 

Su Facebook e Instagram è stato lanciato un gioco speciale, da parte del “Gruppo imprinting” della Cooperativa, basato sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. “Tutti gli utenti sono chiamati a interagire - commenta Stefania -. Ogni giorno pubblichiamo uno dei diciassette ‘goals’, salute, lavoro dignitoso e crescita economica, parità di genere, lotta a fame e povertà, e chiediamo alle famiglie un proprio contributo per realizzarlo. È un modo utile e costruttivo per alleviare la solitudine”. E qui si inserisce l’intrattenimento culturale del Teatro Baracca, con sketch e spettacoli in streaming la domenica mattina, proprio come accadeva al Cpg per tutto l’anno con la rassegna “della colazione”, dedicata alle famiglie. 

Fondamentale anche il sostegno a distanza alla genitorialità. “Non è facile stare a casa tutti insieme - precisa Stefania -: in questi giorni non mancano i conflitti quotidiani con i figli, pertanto è bene mantenere attiva una scansione temporale della quotidianità, evitando i ritmi sballati,  tra il risveglio, i compiti, il pranzo e la cena. Abbiamo fornito a diversi bambini di Torino nord, tramite un cestino calato dal balcone, un kit scaccianoia per far passare il tempo, non potendo scendere in cortile a giocare. Stiamo anche pensando di attivare uno sportello telefonico per rispondere a esigenze domestiche di questo tipo”.

La cosa più importante - conclude - è entrare nell’ottica che questa situazione è eccezionale, straordinaria per tutti. Come Cooperativa ci rivolgiamo principalmente a famiglie con situazioni di indigenza o disagio psicologico, ma adesso apriamo i nostri servizi a chiunque, nessuno escluso. Mantenere le connessioni con l’esterno è l’unico modo per resistere e andare avanti. Anche se alcuni non accedono alla tecnologia con facilità, noi vogliamo trasmettere l’importanza della tenuta, della solidità. Stiamo vicini a chi ne ha bisogno, proponendo in modo graduale la nostra presenza a distanza. Come recita la nostra mission, solo amando ciò che si fa, si può essere completamente ciò che si è”. 

Manuela Marascio

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