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| 10 aprile 2020, 12:47

I sindaci di Perosa Argentina e Pomaretto scivrono a Unicredit per sapere se la pensa come il sindacalista Picollo

Brunetto e Breusa hanno diffuso una nota dove rispondono agli attacchi e si riservano di querelare l’esponente della First Cisl

I sindaci di Perosa Argentina e Pomaretto scivrono a Unicredit per sapere se la pensa come il sindacalista Picollo

I sindaci di Perosa Argentina e Pomaretto rispondono alle parole dure del sindacalista First Cisl Paolo Picollo e scrivono a Unicredit per sapere se la pensa così.

Ieri Nadia Brunetto e Danilo Breusa hanno inviato una nota alla banca e per conoscenza all’Uncem in cui contestano la reazione del sindacalista dei bancari Picollo, che aveva definito la loro iniziativa di protesta lunedì: «Una pagliacciata dannosa per la salute». L’accusa era di aver violato il divieto di allontanarsi da più di 200 metri dalla propria abitazione e aver realizzato un flash mob di protesta, ignorando la situazione.

I sindaci assieme al parroco don Mauro Roventi Beccari e alcuni cittadini hanno esposto striscioni e lenzuoli con scritto “vergogna”, denunciando come la fililale sia chiusa dal 19 marzo e non siano state fornite spiegazioni chiare, lasciando anche il bancomat vuoto. Bancomat che è stato poi ricaricato mercoledì, due giorni dopo la protesta.

«Sul post comparso sul profilo Facebook di Paolo Picollo siamo chiamati in causa con frasi diffamanti e di incitamento all’odio; desideriamo informare i vertici Unicredit e allo stesso tempo , conoscere se quanto comparso su questo profilo visibile al pubblico, che è già stato ampiamente condiviso in rete, corrisponde anche alla posizione di Unicredit» scrivono i sindaci, che smontano una per una le accuse del sindacalista, rivendicando il fatto che la protesta faceva parte del loro lavoro.

Inoltre Brunetto e Breusa si riservano di querelare per diffamazione il sindacalista e rivolgono un messaggio finale alla banca e un pensiero ai lavoratori: «Auspichiamo che Unicredit, realtà presente sul nostro territorio da oltre settant’anni, guidata in passato da persone del territorio, competenti e rispettose della clientela, torni ad essere quella che era; siamo vicini e preoccupati per quei dipendenti che in questo momento sono a casa con problemi di salute e che al ritorno in servizio si troveranno a dover gestire una pesante situazione non voluta da loro». 

Marco Bertello

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