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Scuola e formazione | 29 maggio 2020, 11:05

A Torino da metà giugno cortili dei nidi aperti per i bimbi fino a 3 anni, ma sui centri estivi è caos

Sia a livello nazionale che regionale, la Città ha evidenziato problemi sui protocolli di sicurezza, uso della mascherina per i bimbi da 3 a 6 anni e obbligo di distanziamento

A Torino da metà giugno cortili dei nidi aperti per i bimbi fino a 3 anni, ma sui centri estivi è caos

A Torino cortili dei nidi aperti entro metà giugno, dove i bimbi da 0 a 3 anni potranno fare le attività estive. Ad annunciare la novità è l’assessore Antonietta di Martino, durante la commissione dedicata alla discussione di una mozione del consigliere Francesco Tresso (Lista Civica per Torino) sulle attività estive per i bambini e i ragazzi in Fase 2. 

La delibera -ha spiegato – è quasi approvata, passerà in giunta la prossima settimana. Abbiamo individuato 45 asilo nido in città che dispongono di cortili adatti all'attività all'aperto. L’obiettivo è avvicinare le famiglie al percorso educativo, così come fare vivere ai bimbi un’esperienza di gioco e didattica”. “Oltre alla sorveglianza - ha proseguito Di Martino - ci sarà un educatore che potrà fare accoglienza e proporre attività a piccoli gruppi".

Se quindi a Torino i bimbi piccoli sono i primi ad avere un orizzonte temporale su un’estate “normale” con i coetanei, per il Comune su quelli più grandi vige ancora l’incertezza, nonostante questa mattina il governatore Alberto Cirio abbia annunciato in un post di approvare oggi le linee guida per i centri estivi.

"Caro Governo, - ha scritto il Governatore - bene far ripartire la Serie A  perché il calcio oltre ad una grande passione è anche una realtà economica e lavorativa importante in Italia. Ma vorrei altrettanta attenzione per la scuola italiana per cui viviamo ancora una profonda incertezza”. “Intanto oggi la mia giunta approva le linee guida per aprire i centri estivi in modo che, almeno in Piemonte, si possa aprire in sicurezza e prima possibile".

Secondo la Città, sia a livello nazionale che regionale, non sono state definite chiaramente le regole per attivare l’Estate Ragazzi. Particolarmente critica, come hanno sottolineano gli uffici educativi del Comune di Torino, la questione “protocolli sulla sicurezza, dove ci sono dei buchi”.

Al momento – hanno spiegato - non è chiarissimo come accogliere i bambini nei centri: non si sa come comportarsi qualora qualche ragazzo manifestasse sintomi del Covid. Non c’è stato poi un protocollo sulla sicurezza del personale”.

“Soprattutto nella fascia dai 3 ai 6 anni – hanno aggiunto dagli uffici –  La mascherina non è obbligatoria e questo richiede più tutele per il personale. Leggere poi che deve essere sempre garantito il distanziamento è motivo di grande preoccupazione e non sarà possibile".

Cinzia Gatti

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