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Scuola e formazione | 11 giugno 2020, 14:00

Centri estivi ed Estate Ragazzi comunali, Appendino:"A Torino nessun aumento di costi"

Oggi Diritto di Tribuna sulla ripartenza scolastica delle strutture comunali: espressa preoccupazione per la riduzione dell'offerta degli asili nido, così come la necessità di stabilizzare i precari

Centri estivi ed Estate Ragazzi comunali, Appendino:"A Torino nessun aumento di costi"

Nessun aumento di costi per i centri estivi e per l'Estate Ragazzi comunali a Torino. A garantirlo è la sindaca Chiara Appendino che questa mattina, intervenendo ai microfoni della trasmissione "24 mattino" di Radio24, ha spiegato come il prezzo del servizio sia aumentato del 40% per le misure contro il Covid, "ma lo abbiamo assorbito noi: quindi sostanzialmente non ci sarà incremento per le famiglie".

La prima cittadina ha poi aggiunto che l'accesso avrà prezzi diversi, a seconda della fascia ISEE. "Per due settimane si va da un minimo - ha chiarito - di €37 ad un massimo di €143 per i centri estivi". Leggermente più cara l'Estate Ragazzi, che varia da 46 a €180 per 14 giorni.

"Come Comune - ha aggiunto Appendino - siamo riusciti quindi a garantire che il servizio sia accessibile, come abbiamo fatto negli scorsi anni". La sindaca ha sottolineato come le misure contro il contagio abbiano portato ad una crescita dei costi, soprattutto per le strutture gestite da privati.

Un problema evidenziato anche dal capogruppo comunale dei Moderati Silvio Magliano che parla di apertura "in ritardo" e "con parametri insostenibili" fissati dalla Ministra Bonetti per la riapertura dei Centri Estivi, soprattutto nella fascia 0-3. "Si scarica - continua il consigliere comunale - l'intera responsabilità sulle strutture". 

Sempre sul fronte della ripartenza scolastica comunale, questa mattina si è svolto un Diritto di Tribuna per porre l’attenzione sulle problematiche riguardanti la gestione degli asili nido della città. Dai 417 firmatari preoccupazione per la possibilità che a Torino venga ridotta l’offerta, "per la necessità di contenere i costi o con il perdurare del calo delle nascite". "I nidi, hanno spiegato, devono essere considerati un servizio di fondamentale importanza ed essere fruibili da tutte le bambine e i bambini della fascia di età 0-3 anni. Dovrebbero proporre un servizio di qualità che deve rimanere pubblico, assicurando continuità educativa, con tariffe accessibili a tutte le famiglie torinesi e un rapporto numerico fra educatrici e bambini adeguato ad evitare situazioni di pericoloso sovraffollamento".  

I firmatari hanno poi evidenziato come sia necessario poi "procedere a nuove assunzioni, innanzitutto stabilizzando il personale precario da anni".

Cinzia Gatti

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