Il Salotto di Madama Giovanna | 16 giugno 2020, 13:00

L'elefante che a Stupinigi si sentiva un Re

Arrivò a Torino nel 1827 ed era adorato dai cittadini, che non vedevano l’ora di andare verso i giardini della Palazzina di Caccia per poterlo ammirare

L'elefante che a Stupinigi si sentiva un Re

Un pomeriggio di questi i miei amici di Turin Tour son venuti finalmente a trovarmi a Palazzo, dopo mesi in cui non li vedevo. Abbiamo preso un thé, mangiato qualche cioccolatino (quelli non possono mancare mai) e mi hanno aggiornato, come fanno sempre, su quello che succede nel mondo in questi pazzi anni 20 del 2000.

Una storia fra le tante che è successa lontano da qui a una povera elefantessa mi ha preso il cuore e me ne ha ricordata un’altra, vicina a me. Noi uomini, da sempre, non siamo così gentili con gli animali, e anche in questo caso, c’entra un elefante. Siamo all'inizio dell’800 e sul trono stava Carlo Felice che decise di fare un dono al vicerè d’Egitto – aveva l’Egitto in testa il re…tanto da farne poi un museo! -  …e gli regalò cento pecore di razza merinos. L’altro per contraccambiare decise di mandargli un elefante indiano di ventisette anni. Il suo nome era Fritz, e partì da Alessandria d’Egitto nel 1826 con destinazione Genova; lì passò circa un anno di modo da adattarsi al clima italico e solo dopo arrivò a Torino.

Si decise che la sua casa dovesse esser Stupinigi, perché all’interno dei giardini c’erano già altri animali esotici (non era ancora uno zoo, ma tanto ci assomigliava). Venne preso molto sul serio la permanenza del pachiderma, tanto che lo stesso direttore del museo Zoolgico decise la sua dieta: ogni giorno doveva avere 50 pagnotte, 24 cavoli, oltre al riso e  al lavaggio giornaliero con 4 libbre di burro! Come era facile da prevedere divenne presto un motivo di attrazione da parte dei torinesi, che non vedevano l’ora di andare verso i giardini della Palazzina di caccia per poterlo ammirare: mai si era visto un animale originario dell’altra parte del mondo proprio ai piedi delle Alpi!

Aveva un carattere docile e affettuoso e si legò da subito al suo guardiano con cui aveva affrontato il viaggio. Proprio quel legame così stretto fu poi la causa della fine del povero Fritz; infatti dopo la morte del suo compagno umano, l’elefante cadde in una profonda depressione e non fu più lo stesso: tanto che un giorno proprio non gli andava di uscire dal suo recinto e sentendosi costretto dal nuovo guardiano lo scaraventò a terra uccidendolo. Fritz aveva così firmato la sua condanna a morte: il nuovo re Vittorio Emanuele II ( che mai aveva tollerato l’animale, pensando fosse solo un peso e un fastidio) non ci pensò su due volte e decise di ucciderlo: fu così che Fritz 8 novembre del 1852 fu asfissiato con l’ossido di carbonio.

Oggi lo potrete trovare al Museo di Scienze naturali: nemmeno con la morte, infatti trovò pace: gli venne fatta la tassidermia così che ora potrete anche voi vederlo. Voglio pensare che nei suoi 25 anni a Stupinigi, il povero Fritz abbia avuto qualche momento felice e si sia sentito per qualche istante il Re di Torino.

Turin Tour

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Il Salotto di Madama Giovanna

Il salotto è la parte della casa dedicata al tempo libero; ci si coltivano le proprie passioni, come la lettura o la visione di un grande classico del cinema. Ma in salotto si accolgono anche gli amici; si conversa, ci si confronta e si passano ore spensierate.
Insomma, il Salotto è la stanza preferita anche da noi, che di nome facciamo Turin Tour. Siamo in cinque, ci conosciamo da nove anni e abbiamo una passione che ci ha legato fin dall’inizio: la nostra città. Di professione facciamo le guide turistiche, siamo innamorati di tutto quello che gravita intorno alla prima Capitale d’Italia e crediamo che conoscere la nostra storia e le nostre origini sia fondamentale per capire la città oggi sotto tanti punti di vista. E dunque abbiamo pensato di creare un Salotto virtuale, così da poter parlare di tutto quello che ci passa per la mente che sia legato a Torino: è il Salotto di una Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia (1644-1724). Da vera padrona di casa, vi accoglierà e vi delizierà con interessanti racconti di una Torino che è stata, che è e che sarà.

Info: turin-tour.com

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