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Sanità | 10 luglio 2020, 10:40

Asl To4: "Ardissone non si è dimesso, va in pensione"

La richiesta del direttore generale dell'Asl arriva dopo la bocciatura del bilancio consuntivo, che chiude con un disavanzo di quasi 25 milioni di euro

Asl To4: "Ardissone non si è dimesso, va in pensione"

Non si tratta di dimissioni, semplicemente una richiesta di pensionamento. Ieri, giovedì 9 luglio, il Direttore Generale dell'Asl To4 Lorenzo Ardissone ha inviato una richiesta di pensionamento all'assessorato regionale guidato da Luigi Icardi.

"Ha raggiunto l'età per andare in pensione e ha fatto richiesta", rassicura Icardi. Intanto la sua domanda arriva proprio in un momento difficile per l'azienda sanitaria canavesana, che tra gli altri, gestisce i presidi ospedalieri di Chivasso, Ivrea, Ciriè - Lanzo e Cuorgnè. Dopo mesi difficili legati alla gestione dell'emergenza covid che avevano portato anche alla nomina del Coordinatore straordinario Angelo Testa, lunedì scorso, l'assemblea dei sindaci riunitasi al teatro Giacosa a Ivrea, con 76 astenuti su 76, ha bocciato il bilancio consuntivo dell'azienda sanitaria che ha chiuso con un disavanzo di 24.848 milioni di euro e bocciato l'aumento dell'indennità del 20 per cento al direttore. 

La notizia del disavanzo aveva anche fatto intervenire il sindacato Nurdind ed il segretario delle professioni infermieristiche, Giuseppe Summa, preoccupato per le ripercussioni dal punto di vista occupazionale. 

"La bocciatura del bilancio consuntivo da parte dell’assemblea dei sindaci che evidenzia un notevole disavanzo non ci fa ben sperare - diceva solo ieri Giuiseppe Summa -. Abbiamo già visto in passato quali siano le azioni da parte di chiunque governi o è posto a dirigere le aziende per rientrare e far quadrare i conti. Meno servizi e meno personale sono i tagli primari, tagli che non possiamo più permetterci. Ricordiamo inoltre che proprio all’Asl To 4 erano stati destinati ben dieci milioni in meno da parte della regione per la spesa del personale sul quale non è accettabile che si tagli ancora. E’ auspicabile che un eventuale cambio al vertice non si traduca poi a tagli indiscriminati che servirebbe solo a peggiorare l’offerta di cura ed assistenza al cittadino e la condizione di lavoro del personale che come si è potuto ben vedere già in questi mesi non è da considerarsi accettabile".

 

a.g.

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