A Borgo Vittoria il Carnevale si è chiuso tra coriandoli, camici bianchi improvvisati e una risata collettiva che, per qualche ora, ha alleggerito un pensiero fisso: tra poco più di un mese il quartiere perderà per sempre il suo poliambulatorio Asl.
Piazza Chiesa della Salute si è trasformata in un piccolo teatro a cielo aperto con “Carnev-ASL”, l’iniziativa organizzata dal Tavolo di Borgo Vittoria insieme ai commercianti dell’associazione di via Chiesa della Salute. Un Carnevale a tema “Mutua” che ha mescolato satira grottesca, partecipazione e una buona dose di autoironia.
Tra finte prescrizioni mediche, dottori in maschera e nonni “visitati” dai nipoti, la protesta si è travestita da festa. E la festa, inevitabilmente, è tornata a essere anche protesta.
“Ieri abbiamo riso e ci siamo goduti la satira grottesca di questo evento, ma tra qualche settimana ci sarà veramente poco da ridere”, ha commentato Giovanni Scolaro, presidente dell’associazione commercianti di via Chiesa della Salute, sintetizzando lo spirito della giornata: leggerezza sì, ma senza dimenticare il nodo della chiusura.
La decisione di dire addio al poliambulatorio di zona – che sarà trasferito in largo Cigna – continua infatti a pesare soprattutto su anziani e famiglie. E proprio loro sono stati i protagonisti della giornata. I bambini hanno trascinato in piazza nonni e genitori, ribaltando i ruoli e trasformando la preoccupazione in condivisione.
Non è la prima volta che il quartiere sceglie l’ironia per farsi sentire. Già lo scorso anno, tra polemiche e raccolte firme, la chiusura della sede Asl aveva acceso il dibattito. Questa volta, però, il tono è stato diverso: meno rabbia, più divertimento. Come a dire che se un servizio se ne va, il quartiere resta.
E resta anche una domanda, che sotto le maschere non si è mai davvero nascosta: cosa significa per un territorio perdere un presidio sanitario di prossimità? Per qualcuno è solo uno spostamento di sede. Per molti altri è un cambiamento concreto nella quotidianità, fatto di chilometri in più, autobus da prendere, tempi da riorganizzare.
Intanto Borgo Vittoria ha scelto di rispondere con una piazza piena. Per qualche ora la “mutua” è stata una maschera, uno slogan, perfino uno sketch. Da domani tornerà a essere un’assenza con cui fare i conti.




















