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Sport | 07 agosto 2020, 10:00

Juve, tutto in una notte: con il Lione Sarri si gioca la stagione. E il futuro

Stasera i bianconeri affrontano i francesi per il ritorno degli ottavi di Champions. All'andata furono sconfitti 1-0. Dybala è in recupero ma, se convocato, dovrebbe comunque partire dalla panchina. I bianconeri si affidano a Cr7

Juve, tutto in una notte: con il Lione Sarri si gioca la stagione. E il futuro

Vincere è la sola cosa che conta. Lo dicono i tifosi, riprendendo la celebre frase pronunciata da Boniperti, ma non è quello che hanno pensato i dirigenti bianconeri quando hanno deciso di mandare via Allegri per prendere Sarri, l'uomo che avrebbe dovuto condire i successi con il bel gioco.

Finora non è andata benissimo: sconfitta in Supercoppa, sconfitta in finale di Coppa Italia e vittoria dello scudetto con un solo punto sulla seconda (l'odiata Inter di Conte) e con pochi sprazzi del calcio spettacolo annunciato. Bene, stasera il motto bonipertiano torna di moda: non importa come, ma bisogna vincere. Anzi, di più: bisogna passare il turno.

Si gioca il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Obiettivo? La Final Eight di Lisbona: la Juve ci vuole essere, la logica vorrebbe che Ronaldo ci fosse. Ma perché tutto ciò avvenga, senza sorprese amare, c'è da superare un ostacolo, e che ostacolo: il Lione di Rudi Garcia, capace di imporsi all'andata con uno scomodo (da recuperare) uno a zero.

I transalpini arrivano al match dopo mesi senza giocare partite vere, ma la condizione è ottima: nell'unica gara ufficiale disputata, la finale di Coppa di Francia di una settimana fa contro il Psg, hanno dimostrato una buona tenuta fisica. E la Juve? Peggio non potrebbe andare: due sconfitte nelle ultime due partite in campionato, 19 gol presi nelle ultime 12 gare, un campionato vinto con l'acqua alla gola.

E per di più, infortuni importanti: se Depay, la star del Lione che non ci sarebbe stato a marzo, stasera ci sarà, lo stesso non si può dire di Chiellini, il cui recupero dall'infortunio è più lungo del previsto e lo terrà, almeno inizialmente, in panchina. Douglas Costa, che sarebbe potuto risultare decisivo con le sue sgroppate sulla fascia, tornerà soltanto per l'eventuale finale. Dybala sta invece tentando il recupero-lampo, ma difficile che possa partire dal primo minuto.

Inoltre, il cielo sopra Sarri promette tempesta: dai social, dove tra i tifosi spopola il #Sarriout fino alla stampa specializzata, che ha già fatto partire il toto-nomi per decretare il successore del tecnico toscano ex Napoli. Eppure, Sarri ieri ha spiegato: "Il mio futuro è già deciso, i dirigenti della Juve non sono dilettanti". Sul Lione, poche battute: "Occorrerà una grande prestazions. Partita difficilissima, ma possiamo farcela". 

Ma vediamo la matematica: partendo da uno zero a uno, per passare il turno la Juventus dovrebbe vincere con almeno due gol di scarto. Unica alternativa: vincere uno a zero e poi giocarsi tutto ai supplementari o ai rigori. Qualunque altro risultato, dalla vittoria del Lione al pareggio a una vittoria bianconera con un solo gol di scarto (e il Lione che segna almeno un gol) premierebbe i francesi di Garcia. Ecco perché a far paura è soprattutto la solidità difensiva dei bianconeri. E il fatto che Szczesny ha subito almeno un gol in nove delle ultime dieci uscite dei bianconeri. Poi c'è una piccola statistica da ribaltare: in cinque precedenti, Sarri non ha mai battuto Garcia, l'allenatore che allo Stadium si era preso la scena (quando allenava la Roma) con il famoso gesto del violino rivolto all'arbitro Rocchi e alla sua direzione di gara nel 3-2 per la Juve del 2014.

Insomma, se dobbiamo guardare le statistiche, meglio pensare agli ottavi di finale dello scorso anno, quando la Juve di Allegri fu capace, con Cr7, di rifilare un 3-0 all'Atletico Madrid dopo aver perso 2-0 in terra di Spagna.

Formazione. In porta Szczesny, poi De Ligt e Bonucci coppia centrale e Alex Sandro terzino sinistro. A destra, primo dubbio: Cuadrado (favorito) o Danilo (con Cuadrado nel tridente d'attacco). A centrocampo confermatissimo Rabiot, ex brutto anatroccolo ormai trasformato in cigno, accanto a Bentancur. Il terzo sarà probabilmente Pjanic, ma Ramsey e Matuidi ambiscono a scalzarlo. In avanti Bernardeschi (o Cuadrado), Ronaldo e - tutti gli juventini se lo augurano - Dybala, la cui convocazione sarà decisa soltanto oggi in tarda mattinata (ieri si è allenato a parte). Ma se la Joja non dovesse farcela? La risposta è scontata: Higuain.

L'arbitro sarà il tedesco Felix Zwayer, quello che l'anno scorso arbitrò la Juve sconfitta 2-0 dalla squadra di Simeone al Wanda Metropolitano. Meglio non pensarci.

Daniele Angi

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