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Politica | 16 settembre 2020, 14:52

Aborto, in Piemonte stop alla pillola Ru486 nei consultori. Appendino: "Il diritto di scelta non si tocca". Viale: "E' tutto un bluff"

La proposta dell'assessore Marrone contrasta con le linee del Ministero della Salute. Boccia chiama Cirio preoccupato, ma la delibera non è all'ordine del giorno. La sindaca di Torino: "Propaganda ignorante". Il medico radicale: "Non cambierà nulla"

Aborto, in Piemonte stop alla pillola Ru486 nei consultori. Appendino: "Il diritto di scelta non si tocca". Viale: "E' tutto un bluff"

Niente somministrazione della Ru486 nei consultori, stop alla distribuzione in Day Hospital alla fine dell'emergenza Covid, raccordo delle istituzioni con i movimenti pro vita. Sono le linee guida che la Regione Piemonte vorrebbe approvare a breve sull'aborto farmacologico, con una apposita delibera, in contrasto con quelle del ministero della Salute. L'iniziativa è stata anticipata dall'assessore Maurizio Marrone, che ad agosto aveva attivato l'avvocatura regionale contro il governo.

"La proposta di Marrone - ha spiegato il governatore del Piemonte Alberto Cirio - verrà portata prima in maggioranza per una valutazione da parte di tutti, essendo un tema che tocca le sensibilità individuali". Pare che Cirio abbia ricevuto su questo anche la telefonata "preoccupata" del ministro degli affari Regionali Francesco Boccia, che voleva accertarsi se la proposta fosse già stata messa all'ordine del giorno in Giunta.

"Non è la prima volta che qualche esponente politico decide di fare la sua becera propaganda sul corpo delle donne, entrando a gamba tesa sui temi dell'interruzione volontaria di gravidanza e delle sue modalità", ha commentato la sindaca di Torino, Chiara Appendino. "In questo caso la manifestazione di ignoranza è arrivata dal gruppo di Fratelli d'Italia. Vorrei evitare di dargli visibilità, se non fosse che simili posizioni, in passato, hanno letteralmente distrutto l'esistenza di migliaia di famiglie e di donne. Quindi lo dico in maniera molto chiara: sull'aborto, il diritto di scelta non si tocca".

Al fianco di Appendino anche l'assessore ai Diritti del Comune di Torino, Marco Giusta. "Mi sono stufato del fatto che per elemosinare un po' di visibilità la destra regionale cerchi disperatamente dei capri espiatori o dei diritti da cancellare, in modo da alzare polveroni e pagare pegno ai fondamentalismi".

Silvio Viale, medico radicale paladino della pillola abortiva, ha commentato parlando di "un bluff di un assessore che non ha la minima idea di cosa stia parlando". "Voglio rassicurate tutti - ha poi aggiunto, su Facebook - continueremo a dare la Ru486 in DayHospital".

 

Per Monica Iviglia, responsabile Politiche di Genere della segreteria regionale della Cgil, “si tratta di un attacco frontale (l’ennesimo) ai diritti delle donne e, più in generale, alla conquista di diritti civili faticosamente acquisiti negli anni. E' una replica di quanto già visto in Umbria, stoppata dall’intervento del Ministero e del Consiglio Superiore di Sanità”.

 

 

Per Elena Petrosino, responsabile Politiche dei Generi della segreteria Cgil Torino, “invece di portare queste argomentazioni senza fondamento, la Regione Piemonte farebbe meglio a preoccuparsi di fare in modo che le Linee di indirizzo vengano applicate nel modo più efficace ed efficiente, ad esempio garantendo la formazione dei professionisti al fine di poter offrire in sicurezza alle donne sia l’aborto farmacologico, sia l’aborto chirurgico”.

 

 

redazione

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