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Eventi | 16 ottobre 2020, 11:00

Se solo il combattente Lucho resiste: l'omaggio di Mirafiori a Sepúlveda avamposto culturale contro il virus [FOTO]

Annullato Portici di Carta, Assemblea Teatro conferma l'inaugurazione dell'installazione dedicata allo scrittore cileno, oggi, ore 17.30, al Mausoleo della Bela Rosin. Il curatore Sicco: "Un uomo che creava comunità"

Se solo il combattente Lucho resiste: l'omaggio di Mirafiori a Sepúlveda avamposto culturale contro il virus [FOTO]

Avrebbe dovuto essere lui il faro-guida per l'edizione 2020 di Portici di Carta, illuminando di speranza, bellezza e ragione un autunno che rischia di far nuovamente sprofondare la cultura e i ritrovi comunitari nel pozzo nero dell'oblio. Ma, malgrado l'annullamento della festa del libro per le vie del centro città, su Torino l'anima di Luis Sepúlveda veleggerà comunque, in questo fine settimana, senza costrizioni o inibizioni di sorta, risvegliando i cuori di chi, lo scorso aprile, gli aveva detto addio ricordandolo con una frase, la pagina di un libro o il ritratto di uno dei suoi personaggi. 

Sarà inaugurata oggi, alle 17.30, al Mausoleo della Bela Rosin, l'installazione "Il suono delle parole", curata da Renzo Sicco, direttore artistico di Assemblea Teatro. Un omaggio ai testi dell'amatissimo scrittore, aperta al pubblico dal 17 ottobre all'8 novembre (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13, mercoledì, sabato e domenica dalle 14 alle 18, accedendo a gruppi di 30 persone alle volta). Un'iniziativa realizzata in collaborazione con il Salone del Libro, il Circolo dei lettori, Portici di Carta e le Biblioteche civiche torinesi.

Un allestimento che onora il ricordo delle fitte pagine vergate dall'autore di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, andando a ripescare copie autografe in tante e diverse lingue. A suggellare quel legame urgente e potentissimo che l'attivista e combattente cileno instillava con i suoi lettori in ogni parte del mondo, valicando confini internazionali e sentendosi ogni volta a casa in un posto diverso, dopo aver lasciato la terra natia insanguinata dal colpo di Stato di Pinochet. 

"L’ultima volta che sono stato a casa di Lucho, a Gijon - spiega Sicco, grande amico e collaboratore storico di Sepúlveda -, mi ha ospitato a dormire in una stanza, particolare quanto indimenticabile. Una stanzetta dove, oltre al letto e un tavolino, c’erano due finestre sul bel giardino di casa e due pareti completamente piene dei suoi libri nelle diverse edizioni in molte diverse lingue".

"Ho sempre stimato Lucho - aggiunge - per la sua umanità universale e in quella stanza trovavo l’immagine vera dello scrittore internazionale e dell’uomo cittadino del mondo. Ho dormito e vissuto due giorni dentro quell’emozione e dunque ho pensato che per ricordare Sepúlveda sarebbe stato bellissimo tentare di far rivivere, al lettore-visitatore di un’esposizione, la stessa sensazione. Ho recuperato oltre ai libri italiani, quelli francesi, spagnoli, portoghesi, cileni, tedeschi, olandesi, norvegesi e ancora, grazie a Carmen, quelli rari di altre lingue del mondo". Il risultato sono circa 200 espositori, dove, al centro, spiccano i libri italiani editi da Guanda. 

Presenti anche due video dove scirribi fotografie dell’archivio del Salone del libro e di Assemblea Teatro. La voce narrante di Marco Pejrolo interpreta il racconto di com'è nato del romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, mentre campeggiano una grande foto in bianco e nero di Guido Harari e altri due scatti di Nicola Roggero, presidente di COLTI, l’associazione dei librai indipendenti di Torino.

La mostra è corredata da alcuni appuntamenti in presenza, il 16, 23 e 30 ottobre e l'8 novembre: "Aperitivo di parole", alle ore 18, ridarà vita ad alcune pagine di Sepúlveda con ll'intervento degli attori di Assemblea Teatro Mattia Mariani, Silvia Nati ed Eugenio Gradabosco in “Foto di gruppo con assenza”.

"Perseguitato politico, romanziere, giornalista, militante ambientalista, Luis è stato un uomo che ha saputo vivere coniugando bene tutti i campi in cui si è trovato, unendo l’aspetto popolare a quello intellettuale riuscendo a parlare a generazioni diversissime tra di loro come solo i grandi riescono a fare", commenta ancora Sicco.

"In ogni luogo - prosegue - ha saputo creare comunità e non confondeva mai la letteratura con la propaganda. Per questo, nei diversi generi in cui si è cimentato, ha sempre affrontato i valori etici attraverso i suoi comportamenti coerenti, continuando a sventolare la bandiera della dignità. Le sue parole hanno offerto fino all’ultimo una bussola: ci sapeva indicare da dove veniamo e dove andiamo attraverso memoria storia e tradizione".

"Per questo ci mancherà anche se fortunatamente ci restano i suoi libri; ed ecco perché è stato così importante raccoglierli per questa esposizione - conclude -. I suoi libri sono l’essenza della sua testimonianza e sono presenza tra le mille voci e lingue del mondo".

Manuela Marascio

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