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Economia e lavoro | 18 marzo 2021, 18:44

Atc del Piemonte Centrale, approvato il bilancio di previsione 2021-2023

Il presidente Emio Bolla: "Gli effetti della pandemia ridurranno ulteriormente le entrate"

Atc del Piemonte Centrale, approvato il bilancio di previsione 2021-2023

Il Consiglio di Amministrazione dell’Atc del Piemonte Centrale (Emilio Bolla, presidente; Fabio Tassone, vicepresidente; Marcello Mazzù, consigliere, in carica dal 30 dicembre 2019) ha approvato oggi con parere favorevole del revisore il bilancio preventivo 2021-2023. Si tratta del quarto su base triennale, secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 118/2011 che inserisce l’Agenzia nel perimetro di consolidamento della Regione Piemonte tra gli enti strumentali tenuti ad adottare i principi di contabilità “armonizzata”. La seduta si è svolta in videoconferenza.

Il bilancio di previsione finanziario 2021-2023 è stato predisposto nel rispetto del principio del pareggio finanziario complessivo di competenza e tiene conto degli obiettivi che l’Agenzia intende conseguire nel corso degli esercizi, così come descritti nel Piano delle attività, e complessivamente prevede entrate ed uscite, di pari importo, per rispettivi 209.141.340,45 euro per il 2021, 157.294.978,05 per il 2022 e 155.328.388,65 per il 2023.

Il documento approvato si presenta anche per questo triennio particolarmente rigido, in particolare rispetto a due elementi. In primo luogo l’accantonamento destinato ad un fondo per i crediti di dubbia esigibilità, che la norma prevede e che per il 2021 ammonta a 2.341.344,44 milioni di euro. Ma la rigidità riguarda soprattutto le entrate e la capacità di riscossione, ostacolata da un contesto sociale già fragile, che certamente risentirà delle ulteriori conseguenze della pandemia in corso.

La principale voce di entrata è infatti costituita dai canoni di affitto, stabiliti sulla base dei redditi degli assegnatari e sui quali incide una morosità istantanea del 30% circa (anche se grande è l’impegno sul recupero crediti, che porta questa percentuale, nel giro di 5 anni, a ridursi fino al 10% - cosiddetta morosità “storica” - per arrivare a poco più del 3% nell’arco di dieci anni). Il canone di affitto medio si attesta a 89 euro mensili ed è progressivamente destinato a diminuire (quello per le assegnazioni più recenti, nei confronti di famiglie con redditi prossimi allo zero, è infatti di 71 euro mensili). Con il progressivo esaurimento dei piani vendita, è previsto un calo anche delle risorse derivanti da questo settore (nel 2020 i proventi derivanti dalle vendite sono stati 3.706.575 milioni).

Sempre alla voce entrate restano, infine, ancora da riscuotere crediti da parte di altri enti (Regione Piemonte e Comuni), per le quote del fondo sociale per i morosi incolpevoli degli anni precedenti e risorse anticipate per il completamento di interventi di risanamento e nuova costruzione, benché il totale complessivo sia diminuito nel corso degli anni e passato dai 45milioni di euro messi a bilancio di previsione nel 2019 ai circa 17 milioni riportati nell’attuale documento. La Regione Piemonte ha infatti corrisposto parte del debito (9.093.227,55 incassati nel 2020) ed è stato raggiunto un accordo economico con la Città di Torino, a conclusione di un lungo contenzioso, che disciplina modalità e tempi dei pagamenti, già in corso di erogazione.

Sul fronte degli investimenti vi è la necessità di non penalizzare l’attività di manutenzione e di monitorare un patrimonio immobiliare sempre più datato dove saranno necessari nei prossimi anni importanti stanziamenti finanziari per far fronte al degrado degli edifici. Un’opportunità in questo senso potrà essere rappresentata dagli interventi previsti a livello europeo e nazionale (Recovery Plan, Superbonus 110%, Fondi Cipe 2017), che generanno occasioni di investimento finanziabili con risorse esterne. Rispetto all’attività costruttiva e manutentiva dell’ente, il periodo 2021-2023 sarà caratterizzato principalmente da attività legate ai cantieri già in corso e alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’esistente. Per l’anno 2021 l’importo previsto per attività manutentive (riferito al patrimonio di sola proprietà Atc) ammonta a 4.391.365,35 milioni cui potranno aggiungersi le somme stanziate dagli altri proprietari degli immobili (Comuni, altri enti) ed eventuali altri finanziamenti statali o regionali.

"Bisogna tornare ad investire sulle politiche per la casa – spiega il presidente di Atc Piemonte Centrale, Emilio Bolla - In questo quadro, caratterizzato da problemi contingenti e da altri destinati a diventare strutturali, è sempre più evidente la necessità di investimenti da destinare al comparto dell’edilizia sociale. Il patrimonio abitativo italiano è tra i più vecchi d‘Europa, dal momento che il 74,1% è stato costruito prima del 1981; quello amministrato dalla nostra Agenzia non fa eccezione e dovrà essere riqualificato nei prossimi anni per evitare degrado e problemi di sicurezza: abbiamo un fabbisogno di manutenzione straordinaria complessivo di almeno 150milioni solo sulle intere proprietà pubbliche, che speriamo di riuscire a soddisfare almeno in parte con l’aiuto delle leve fiscali previste dal Superbonus 110% e dal Sismabonus. Ma gli effetti della pandemia si faranno sentire e tornerà a crescere la domanda di un tetto per le famiglie in difficoltà, che già oggi fatichiamo a soddisfare: nel 2020, sono stati circa 900 gli inquilini che hanno sottoscritto un nuovo contratto con Atc. Tuttavia, sul territorio sono ancora 16.309 le famiglie in attesa".

"Le priorità di Atc per i prossimi anni saranno trovare risorse da destinare al miglioramento degli edifici e degli alloggi sfitti, per rimetterli in circolo nel più breve tempo possibile e migliorare il servizio offerto agli inquilini, attraverso una generale riorganizzazione interna di settori e servizi avviata nei mesi scorsi e un contenimento dei costi di gestione", ha concluso Bolla.

comunicato stampa

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