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Attualità | 01 settembre 2021, 16:17

Da Balon Mundial alla Champions con il Milan, la favola di Messias. "Junior simbolo di una comunità"

Tommaso Pozzato racconta la parabola del brasiliano che dieci anni fa stupiva tutti, giocando nella squadra dei richiedenti asilo: "Tre anni fa abbiamo scoperto il somalo Khadir, speriamo di dare possibilità ad altri"

Messias ai tempi di Balon Mundial

Da Balon Mundial alla Champions con il Milan, la favola di Messias (credits: Balon Mundial)

Gianni Morandi cantava "Uno su mille ce la fa". Junior Messias è riuscito a farcela. Da facchino, che giocava a calcio nel Balon Mundial la coppa del mondo delle comunità di migranti a Torino, insieme a tanti altri richiedenti asilo, a distanza di dieci anni si ritrova ad essere stato tesserato dal Milan. E fra un paio di settimane potrebbe addirittura debuttare in Champions, nel tempio di Anfield, contro il Liverpool

"Uno di noi"

"Ma Junior non è cambiato. Noi continuiamo a chiamarlo così, con il suo nome di battesimo, perché è uno di noi, ancora molto legato alle sue origini. Nel 2019, prima di iniziare la stagione con il Crotone era venuto a salutarci come fa un vecchio amico". Pensieri e parole di Tommaso Pozzato, uno degli organizzatori di Balon Mundial. "Provo una felicità immensa, ancora più grande perché sono tifoso milanista. Ma è la felicità di una comunità intera, non solo di quella brasiliana. Per Messias tifano tutti quelli che sono passati di qui negli ultimi dieci anni".

Pozzato ricorda ancora il suo sbarco nel 2011: "Si diceva che era fortissimo prima ancora che giocasse il torneo. Aveva militato nel Cruzeiro, quindi c'era molta attesa nei suoi confronti: contro il Camerun pronti via, dopo pochi minuti ne salta quattro e stampa un gran tiro che viene fermato solo dalla traversa. Il Brasile perse poi ai rigori, ma lui si fece notare subito". Ma tanti nella condizione di Messias magari sono costretti e smettere, a pensare di trovare un lavoro invece che a giocare a calcio: "Ma poi, arrivando a conoscere Vargas, che gestiva una squadra peruviana, per Messias arriva la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno. Trovando un lavoro che gli permetteva anche di continuare a giocare".

L'incontro con Ezio Rossi

Giocando poi contro la squadra dei richiedenti asilo dei Survivor di Roberto Arena arriva l'incontro che gli cambia la vita: Arena, grande tifoso granata, chiede all'ex Toro Ezio Rossi di dare una mano e allenare la squadra. Rossi nota subito le doti di Messias e lo convince a seguirlo a Casale, dove il brasiliano si trasferisce per 2500 euro al mese. E' il passo in avanti che fa la differenza verso il calcio vero, poi arriveranno i professionisti, la promozione in serie A con il Crotone e adesso il Milan, dopo aver rischiato di tornare a Torino, con la maglia granata, ma Cairo e Vagnati hanno tentennato e alla fine il diavolo ha fatto vestire di rossonero il brasiliano.

Voglia di una grande festa

Avrà la maglia numero 30 Messias e il suo esempio è una storia di riscatto e di voglia di emergere che fa bene a tutti. "Al Balon Mundial ha giocato quella che allora era la sua compagna e poi diventata moglie, nel 2012. Era fortissima anche lei", ricorda Pozzato. "Ora sappiamo che il tempo libero sarà ancora meno, ma contiamo che venga a trovarci prossimamente. E sarà una grande festa per tutti", conclude Pozzato.

"La speranza è di poter raccontare tra qualche anno un'altra storia come quella di Junior. Un nome? Tre anni fa abbiamo scoperto un ragazzo somalo, Khadir, che era nazionale nel suo paese, prima di essere costretto a fuggire. In futuro chissà...".

Massimo Demarzi

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