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Attualità | 23 ottobre 2021, 18:58

Il regalo di AICS ai torinesi per tornare a fare sport: “250 posti gratis in palestre e scuole di danza”

L'iniziativa ha l'obiettivo di far fronte al calo di iscrizioni soprattutto nella fascia 12-18 anni. L'associazione offrirà la possibilità di fare tamponi gratis

foto di archivio

Il regalo di AICS ai torinesi per tornare a fare sport: “250 posti gratis in palestre e scuole di danza”

Mentre la pandemia ha risvegliato nelle persone la volontà di svolgere attività fisica all'aperto, al contrario strutture come palestre e scuole di danza hanno visto calare drasticamente il numero di iscritti: a fronte di queste evidenze, AICS ha deciso di provare a invertire la rotta offrendo la possibilità a 250 cittadini torinesi di tornare a fare sport in modo gratuito grazie anche al contributo della Regione Piemonte, della Città di Torino e di una campagna di autofinanziamento attraverso donazioni.

Sport e tamponi gratuiti per fronteggiare il calo di iscrizioni

A supportare queste evidenze ci sono i dati riportati dalla stessa associazione, che nel primo mese del 2021 ha subito un calo di 3300 iscritti rispetto al 2019, passando da 13500 a 10200 tesseramenti. L'iniziativa prevede 6 mesi di attività gratuita e 2 mesi di tamponi gratisrivolgendosi in particolare ai giovani: l'incidenza di abbandoni sportivi a causa della crisi economica seguita alla pandemia e alla mancanza di green pass, nella fascia 12-18, ha infatti raggiunto addirittura il 60%: “Con le iscrizioni gratuite - ha sottolineato il presidente provinciale di AICS Ezio Dema – speriamo di riavvicinarli allo sport e alla vita di comunità”.

Yoga, danza, arti marziali, nuoto e basket 

Tra i corsi proposti dalle 400 associazioni affiliate ad AICS, i beneficiari potranno scegliere tra yoga, danza, arti marziali, nuoto, basket e molti altri: “Purtroppo - ha proseguito Dema - abbiamo perso per strada numerose associazioni sportive che non riuscivano più ad avere un numero sufficiente di iscritti. Si tratta di un fenomeno preoccupante, segno di una comunità che si va disgregando perché siamo convinti che le stesse associazioni debbano essere uno strumento dove sviluppare partecipazione: accogliere gratuitamente chi non può pagare contribuisce a diffondere la cultura del dono”.

Marco Berton

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