L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha recentemente pubblicato una relazione sul rispetto di tali istanze in Ucraina. Come riportato dal sito Strumenti Politici, le violazioni riscontrate riguardano le sanzioni individuali applicate a titolari di mezzi di informazione accusati di essere filorussi: Taras Kozak, che si è visto revocare le licenze dei suoi tre canali televisivi, e Igor Guzhva, fondatore del sito di notizie Strana, residente all’estero dopo aver ottenuto asilo politico in Austria. L’OHCHR ha rilevato mancanza di trasparenza nel processo decisionale dealle sanzioni, perché la deliberazione non è arrivata da un organo indipendente e non risponde ai requisiti di necessità e proporzionalità. Oggi molti cominciano a sospettare che la finalità della politica del presidente Zelensky, rivolta ufficialmente a togliere il potere e l’influenza dalle mani degli oligarchi e ridarla allo Stato (rispondendo in questo modo al requisito richiesto da Bruxelles per consentire l’ingresso dell’Ucraina nella UE), sia in realtà una maniera per sbarazzarsi dell’opposizione e mettere il bavaglio ai media indipendenti o comunque non allineati. Vi sono poi stati attacchi a giornalisti nell’ambito della loro attività professionale e minacce a blogger e cittadini che avevano scritto su Internet. Infine vi è stato il tentativo di cancellare la trasmissione del documentario di inchiesta “Offshore 95” sugli affari del presidente Volodymyr Zelensky nei paradisi fiscali. Il presidente ucraino aveva vinto le elezioni propugnando la lotta alla corruzione e al potere degli oligarchi, e finora è rimasto fuori da qualsiasi accusa. Al quotidiano britannico The Guardian, che ha chiesto spiegazioni sulla vicenda dei patrimoni all’estero emersa con lo scandalo internazionale dei Pandora Papers, non sono giunte risposte dallo staff presidenziale.
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