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Attualità | 30 giugno 2022, 15:15

Città in Danza, l'omaggio finale alla XXV edizione della rassegna Uisp

Il teatro Alfieri è pronto ad accogliere sabato 2 luglio dalle 14,30 ballerini provenienti da tutta l’Italia

ballerini

Città in Danza, l'omaggio finale alla XXV edizione della rassegna Uisp

Città in Danza® è la manifestazione nazionale UISP dedicata alla danza che si articola in un circuito di manifestazioni territoriali, nelle quali vengono selezionate coreografie, che parteciperanno alla rassegna finale, che nel 2022 è stata assegnata a Torino ed è organizzata dalla UISP nazionale SDA Danza.

Il teatro Alfieri è pronto ad accogliere sabato 2 luglio dalle 14,30 e fino alle 22 ballerini provenienti da tutta l’Italia. 

La kermesse avrà un prologo al mattino con i workshop tenuti da grandi artisti e riservati ai livelli intermedio/avanzato. Si inizierà con Luca Martini, ballerino professionista del Centro studi danza di Canelli  e la masterclass di modern in programma dalle 10 alle 11,15.

A seguire Raphael Bianco, coreografo della Compagnia Egribiancodanza di Torino  dalle 11,30 alle 12,45 con il laboratorio coreografico contemporaneo. Chiuderà Marco D'avenia, membro della Allstyle crew che dalle 13 alle 14,15 proporrà una masterclass di hip hop. 

Nel pomeriggio partirà la maratona di danza, 8 ore circa divise in tre parti, a seconda delle categorie. Sul palco saliranno anche tutti coloro che hanno partecipato alla rassegna con selezione online.  

Quali sono i numeri della finale di Città in Danza®?

Sono rappresentate 12 regioni, la più lontana la Calabria, per un totale di 40 scuole di danza.

Sul palco si alterneranno un totale di 122 coreografie, di cui 44 assoli, 56 gruppi e 22 passi a due.

La finale non è un traguardo come si potrebbe pensare, ma uno stimolo per rendere possibili i sogni di chi  si è avvicinato alla danza, sin da piccolo, strumento educativo che aiuta a crescere bene da un punto di vista fisico, mentale e affettivo.

L’impegno della UISP per la diffusione della danza per tutti risale agli anni '60 e gli obiettivi sono rivolti all'educazione del corpo, al benessere, alla salute, ma soprattutto alla "cultura della danza" intesa come la possibilità di coltivare una passione, un amore, un'arte, anche agli esclusi della danza per età, condizioni sociali e/o fisiche per diventare future "etoile".

comunicato stampa

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