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Sanità | 05 ottobre 2022, 17:42

Carenza di medici in Val Chisone e Germanasca: “La politica deve aiutare la montagna”

L’appello dei sindaci dopo l’emergenza esplosa negli ultimi giorni. Domani intanto entrerà in servizio il dottore che sostituisce Domenico Zante, ma restano ancora delle incognite

La conferenza di stamattina

La conferenza di stamattina

Per un anno, l’Asl ci ha messo una pezza, ma la situazione dei medici di famiglia nelle Valli Chisone e Germanasca preoccupa i sindaci che stamattina hanno lanciato l’allarme in una conferenza stampa: “Perdere un servizio primario aprirebbe la strada alla perdita del resto con un ulteriore spopolamento della montagna”.

Da tempo si registrano situazione problematiche. Pragelato aveva tamponato con l’arrivo dal primo luglio di Francis Dongmo, che segue anche mutuati di Roure, Usseaux e Fenestrelle. Porte invece deve fare i conti con una popolazione anziana e un ambulatorio aperto solo due ore la settimana.

Gli ultimi casi esplosi sono quelli legati al pensionamento dei dottori Domenico Zante e Saverio Del Din in servizio entrambi al centro medico di Perosa Argentina, e anche a San Germano Chisone, il primo, e a Pragelato e Sestriere, il secondo. 

Due pensionamenti e una soluzione in extremis

L’Asl To3 è riuscita a trovare all’ultima curva, con un bando urgente, due sostituti che resteranno in carica per un anno. Toccherà poi alla Regione emettere un bando (o più) per trovarne di stabili, in un quadro complicato perché sono sempre meno i medici attratti dall’esercitare la professione in montagna, questo a fronte delle carenze che aumentano per pensionamenti all’età stabilita di 70 anni o per ritiri anticipati dal lavoro, che le Asl segnalano ogni anno a febbraio.

La situazione preoccupa i primi cittadini delle Valli Chisone e Germanasca, che stamattina hanno lanciato un appello in un incontro organizzato dal presidente dell’Unione dei Comuni Marco Ventre e dal sindaco di Pragelato Giorgio Merlo. Incontro a cui hanno preso parte anche esponenti della Via Lattea, come il vicesindaco di Sestriere Francesco Rustichelli.

“Vogliamo ringraziare per il lavoro, efficace e prezioso, la direzione Asl To 3 e, nello specifico, del direttore del distretto pinerolese, Paola Fasano, per aver risolto il problema di sostituire prontamente i medici che sono andati in pensione nei nostri territori – precisano i sindaci –. Tuttavia, si tratta, come ovvio, di incarichi temporanei, che rischiano, però, nell’arco di poco tempo, di riproporre il medesimo problema se i singoli medici non rinnoveranno l’incarico dopo il tempo prestabilito”. Di qui l’invito alla politica di risolvere il problema: “Tocca al legislatore, alla Regione e alla Conferenza Stato/Regioni affrontare di petto la questione. E cioè, nello specifico, dalla capacità di rivedere il contratto nazionale dei medici, per favorire una maggior mobilità, alla possibilità per il vertice della sanità pubblica di poter disporre dei poteri per la copertura di tutto il territorio attraverso i medici di base”. Il nodo infatti è che i medici di medicina generale non sono dipendenti Asl, ma esercitano una libera professione e quindi non possono essere inviati nelle zone dove il servizio è carente, se non con il loro benestare.

L’inghippo del massimale di assistiti

Domani intanto entrerà in servizio il primo dottore reclutato: Antonio D’ambrosio, che sostituirà Zante a Perosa Argentina e San Germano Chisone, mantenendo le sedi dell’ambulatorio del suo predecessore. Uno dei problemi che sarà risolto nei prossimi giorni è quello legato ai massimali. Il nuovo arrivato potrà prendere in carico solo 1.000 pazienti, rispetto ai 1.500 del suo predecessore e quindi quelli oltre la soglia dovranno rivolgersi agli studi degli altri medici del territorio che hanno dato disponibilità per superare questa fase di emergenza: Francis Dongmo, Deborah Perrando, Elisa Peyrot, Samantha Tron, Luca Aimetti, Domenico Franzè, Nicolò Sutera, Francesca Obert e Biagio De Leo.

L’Asl, in questa fase, però non sa indicare chi stenderà e come l’elenco dei 1.000 pazienti in cura a D’Ambrosio, precisa solo che saranno “scelti per Comune di residenza per prossimità alle sedi del suo ambulatorio”.

Un problema che non avrà il sostituto di Del Din, che arriverà il 10 ottobre, il quale potrà prendere in carico tutti i pazienti.

Marco Bertello

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