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Attualità | 15 ottobre 2022, 19:57

Il derby si colora ancora di bianconero, Vlahovic fa uscire la Juve dalla crisi

Il Toro paga dazio alla sua inconsistenza offensiva, registrando la quarta sconfitta nelle ultime cinque giornate. Ma la stracittadina ha palesato le difficoltà e i limiti di ambedue le squadre

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Il derby si colora ancora di bianconero, Vlahovic fa uscire la Juve dalla crisi

E' finita come quasi sempre negli ultimi 27 anni. Il derby della Mole si colora ancora una volta di bianconero, con il guizzo di Vlahovic che ha deciso una partita brutta e piena di errori alla mezz'ora della ripresa.

La Juve esce dalla crisi e ci fa sprofondare il Toro

La Juve esce quindi dalla crisi (almeno per una notte), mentre ci sprofonda il Toro, alla quarta sconfitta nelle ultime cinque giornate, tornato nella sua ormai cronica mediocrità dopo un avvio che aveva riacceso speranze e ambizioni. Ma ad una squadra che già di suo faceva fatica a fare gol, alla vigilia si sono aggiunte le assenze di Sanabria e Pellegri (buttato in campo solo nel tratto finale), rendendo ancora più sterile la manovra degli uomini di Juric, che senza un centravanti di ruolo si sono regolarmente arenati una volta arrivati ai limiti dell'area bianconera. Un limite chiaro a tutti tranne che alla società, che in estate nulla ha fatto per rimpiazzare la partenza del Gallo Belotti, un film già visto in tanti anni di mediocrità sotto la presidenza Cairo.

Neppure la Juve ha troppi motivi per sorridere, per larghi tratti la formazione di Allegri ha giocato davvero male, facendo fatica a costruire calcio ed occasioni, ma forte di una superiore qualità tecnica, alla fine i bianconeri hanno trovato lo spunto decisivo con quell'attaccante che al Toro mancava. Vlahovic, da cobra dell'area di rigore, ha sfruttato al meglio la seconda occasione della sua partita, decidendo una gara che pareva destinata verso uno scialbo zero a zero, anche se la sensazione che lascia la partita è quella di un momento di scarsa vena di ambedue le squadre.

Festa Juve alla fine sotto il settore ospiti

Prima della partita circa 400 ultrà della Juve della curva sud bianconera hanno raggiunto in corteo lo stadio Olimpico prima del derby. Dal raduno in piazzale Caio Mario hanno percorso corso Unione Sovietica fino ai cancelli dell'impianto scortati dalle forze dell'ordine. Insulti diretti ai tifosi granata e molti grossi petardi esplosi, fumogeni accesi ma la manifestazione si svolta senza tensioni. Il corteo era aperto dallo striscione con la scritta "Torino siamo noi". E alla fine è stata festa grande per lo spicchio che ospitava alcune migliaia di tifosi della Juve, con i giocatori andati a salutare il loro pubblico.

Partita povera di emozioni

Primi squilli granata, con i tentativi senza successo di Miranchuk e Lukic, la Juve viaggia su cadenze molto basse e appare decisamente impaurita anche dietro, con palloni spazzati via senza neppure provare a giocare pur di non correre rischi. Il Toro fa la partita, gioca con grandissima generosità ma paga l'assenza di un centravanti di ruolo, arenandosi regolarmente arrivato negli ultimi sedici metri.

Al minuto 33 la partita si accende d'improvviso, quando la Juve ha una doppia ghiotta chance nel giro di pochi istanti, ma Milinkovic Savic è bravissimo prima sul tentativo quasi a colpo sicuro di Vlahovic e poi, sugli sviluppi dell'azione, sulla botta dal limite di Locatelli. Il finale di tempo non regala altri brividi e si arriva alla pausa con una imbarazzante mediocrità su entrambi i fronti.

La ripresa inizia con il Toro che prova l'arrembaggio ma è ancora una volta della Juve la chance migliore, ma Milinkovic Savic è molto attento sulla sventola di Locatelli indirizzata verso l'incrocio. Dopo 5 minuti la Juve decide di affidarsi all'esperienza di Bonucci, che rileva il fischiatissimo ex Bremer, mentre il Toro per alcuni minuti chiude la Juve nella sua area, conquista un paio di corner, ma arriva solo a spaventare Szczesny.

La zampata di Vlahovic

Molto più pericolosa al quarto d'ora una veloce ripartenza della Juve, ma Kean, dimenticato dalla difesa di Juric, riesce a sbagliare un gol fatto, tutto solo a pochi metri dalla porta. Poi inizia la girandola dei cambi, la Juve prova a vincerla mettendo dentro Milik, sul fronte opposto Juric getta dentro Pellegri, ma la zampata vincente la trova sugli sviluppi di un corner il bomber Vlahovic, l'unico vero grande centravanti in campo all'Olimpico.

La reazione finale del Toro è rabbiosa quanto sterile e neppure un triplo cambio da parte di Juric cambia la sostanza delle cose. Il Toro perde l'ennesimo derby, la Juve vince e festeggia, augurandosi che questo successo possa essere quello della svolta come successe nel derby del 31 ottobre 2015, che diede il via ad una clamorosa rimonta scudetto.

Massimo De Marzi

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