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Cronaca | 12 novembre 2022, 13:19

Stupro alla Borsellino, fermato un 17enne: si trovava ancora vicino alla residenza universitaria

Il giovane è stato individuato dopo aver controllato circa 6.000 profili: a incastrarlo le telecamere e il liquido seminale

questura

Giovane individuato dopo aver controllato circa 6.000 profili

E' stato bloccato all'1:30 della notte tra giovedì e venerdì, con ancora addosso i jeans strappati indossati durante lo stupro il giovane di 17 anni fermato dalla polizia per la violenza sessuale avvenuta due settimane fa all'interno della residenza universitaria Paolo Borsellino.

L'identikit 

Il ragazzo, un 17enne alto 1 metro e 72 centimetri è un italiano di origine straniera (centro-africana), con precedenti penali per reati minori. Quando è stato fermato dagli agenti della Squadra Volante si trovava ancora nei pressi della residenza Paolo Borsellino, intento a cercare mozziconi di sigaretta per strada.

 

Vittima commossa

"Quando ho parlato con la giovane vittima, ho sentito nella sua voce commozione. Ed era affranta dal fatto che l'autore dell'episodio fosse un minorenne" ha spiegato Emma Avezzù, Procuratore del Tribunale dei minorenni.

Le prove 

Decisiva per la convalida del fermo la corrispondenza del Dna, raccolto nel liquido seminale dell'aggressore. La successiva perquisizione a casa del fermato ha permesso agli investigatori di raccogliere ulteriori due elementi di prova: una catenina rotta apparentemente allo stesso 17enne e un capo d'abbigliamento. Per arrivare al fermo, sono stati oltre 6.000 le persone controllate in questi dieci giorni dalle forze dell'ordine.

Rischia fino a 12 anni di carcere

Il giovane, attualmente indiziato del reato, non ha un avvocato in quanto il suo legale ha deciso di rimettere il mandato, pertanto gliene verrà affidato uno d'ufficio. Il 17enne rischia fino a 12 anni, ma la Procura potrebbe richiedere l'aggravante per "fatto commesso in un istituto di formazione".

"E' importante aver preso il presunto autore dello stupro perché diamo una riposta alla percezione di insicurezza degli studenti" ha affermato Luigi Mitola, capo della Squadra Mobile di Torino. "Non si deve generare un inutile allarme, non abbiamo un'evidenza di una pluralità di episodi. La Borsellino non è il far west" ha concluso Mitola.

Andrea Parisotto

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