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Cronaca | 07 dicembre 2022, 11:27

La Digos sventa nuovo blitz degli attivisti di Extinction Rebellion

L'obiettivo era il grattacielo Intesa Sanpaolo. La replica: "Ingiustificato accanimento della polizia"

foto di archivio

La Digos sventa nuovo blitz degli attivisti di Extinction Rebellion

Dopo il tentativo di ieri di 'murare' l'assessorato all'Ambiente della Regione, stavolta il nuovo blitz degli attivisti di Extinction Rebellion è stato bloccato sul nascere. La Digos di Torino, infatti, ha fermato una ventina di attivisti prima che prendessero di mira il grattacielo Intesa Sanpaolo.

Terza azione in pochi giorni

Gli agenti hanno bloccato una ventina di manifestanti che si erano divisi in piccoli gruppi per raggiungere l'obiettivo, dandosi appuntamento nel vie limitrofe. La polizia ha sequestrato estintori, vernice rossa e manifesti. E' il terzo tentativo che vede protagonisti gli 'ambientalisti', negli ultimi giorni dopo che domenica Extinction Rebellion aveva versato del liquido nero nelle fontane di piazza Cln.

Dodici le persone denunciate

Dodici attivisti sono stati denunciati, altri sette sono stati fermati. Sui manifesti che, secondo gli investigatori della Digos dovevano essere incollati al grattacielo Sanpaolo era scritto: "Questo il sangue di chi è morto ieri, il sangue di chi sta soffrendo oggi. Siamo in emergenza climatica. Puoi essere parte del cambiamento: inverti la rotta. Verrà sparso anche il sangue di chi nascerà domani?".

Gli attivisti: "In lotta per l'ambiente"

"Avremmo platealmente imbrattato di rosso la facciata del grattacielo, a simboleggiare il sangue versato a causa dell’impatto del collasso ecoclimatico sulla vita delle persone” spiega Michele. “Collasso alimentato dalle scelte miopi di banche come Intesa, che continuano a investire miliardi in petrolio, gas e carbone. Una volta terminata l’azione, come accade ogni volta, ci saremmo seduti all’ingresso ad attendere l’arrivo delle forze dell’ordine, per assumerci la responsabilità del nostro gesto".

"Ingiustificato accanimento della Questura"

Secondo gli avvocati, immediatamente consultati dal movimento, "le accuse che ci sono state mosse sono infondate. Non è infatti legittimo accusare di aver svolto una manifestazione che non è mai avvenuta, così come non è legittimo considerare il possesso di estintori come possesso di armi", sostengono gli attivisti. "La Questura di Torino si accanisce ancora una volta, dopo il luglio scorso, sugli attivisti di Extinction Rebellion, utilizzando arbitrariamente il codice penale per reprimere e intimidire chi sta cercando di scuotere le coscienze sul gravissimo stato di crisi climatica. “Prontissimi a difenderci in aula” concludono gli attivisti.

redazione

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