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BuonGiro | 27 maggio 2023, 08:00

BuonGiro. Sulle Tre Cime è Buitrago show, i big si muovono solo lì. Roglic rosicchia poco. Crono da bottiglia in fresco per Thomas?

La corsa contro il tempo del Monte Lussari sarà entusiasmante. 24 e 59 secondi il ritardo di Roglic e Almeida dalla maglia rosa. Elogi per Gee

BuonGiro. Sulle Tre Cime è Buitrago show, i big si muovono solo lì. Roglic rosicchia poco. Crono da bottiglia in fresco per Thomas?

Tutto ancora in corsa. Anche se 26 secondi per Roglic da recuperare nella ultima cronometro sono forse troppi. Thomas se non sbaglierà nettamente la corsa contro il tempo si aggiudicherà l'edizione 2023 del Giro d'Italia.

La tappa. Passo Campolongo, Passo Valparola, Passo Giau, Passo Tre Croci e l'arrivo ai 2304 metri delle Tre Cime di Lavaredo. Fa impressione anche solo scriverle. Gli scenari sono mozzafiato, le salite pure, però ad onorare quei "mostri sacri" come sempre è avvenuto in questa edizione della corsa Rosa sono gli uomini che avevano dato vita alla fuga. Su tutti: Derek Gee, il 25enne canadese di cui già vi avevo parlato nelle precedenti tappe. E' il grande protagonista del Giro, 4 secondi posti, due quarti e tanti km macinati in compagnia di pochi avversari. E' secondo nella classifica della maglia azzurra e di quella ciclamino. Se non è un record poco ci manca.

Solo Buitrago, ottimo anche Magnus Cort (terzo al traguardo), ne aveva di più. Il colombiano della Bahrain, già vincitore lo scorso anno nella Ponte di Legno-Lavarone, fin a ieri aveva deluso, rintanato forse come supporto per Caruso, tra la delusione dei tanti che al fantaciclismo ci avevano puntato, ma in salita è un vero mulinello. "Tienilo lì (riferito a Gee), che poi lo battiamo". Così lo incitava il suo ds Franco Pellizzotti dall'ammiraglia. Aveva ragione. Ha tenuto a bagno maria il canadese e poi l'ha superato andando a vincere.

I big, tiratina d'orecchi, hanno atteso e solo sulle Tre Cime hanno dato vita ad una bagarre. Hanno provato l'attacco a turno tutti e tre: prima Almeida (ora a 59 secondi), poi Roglic (che ha cambiato anche la bici ai piedi della salita. Tattica?) e infine Thomas. Quest'ultimo è stato portato ottimamente in carrozza dai suoi De Plus e soprattutto Arensman (entrambi in top ten) che con il suo forcing finale ha praticamente recuperato quasi tutto il ritardo accumulato dalla fuga.

Non si è venuto a creare sparpaglio con gli altri ciclisti specialisti delle scalate. Non è stato proprio quello che ci si aspettava. Però i primi tre leader hanno fatto vedere che tra loro si equivalgono. Potrebbero tranquillamente vincere un Giro tutti e tre.

Roglic dopo l'ultimo attacco di Thomas ha retto e nel finale ha recuperato pure 3 secondi. Forse inutii. Chissà.

Bene Caruso che recupera una posizione a Dunbar, così come Pinot visto il ritardo di Kamna superato anche da Arensman (con la crono potrebbe ritornare sesto). De Plus-Rubio sfida per la top ten.

Insomma, non proprio il massimo la penultima vera tappa. Ma almeno spettacolare nel suo percorso. Spazio alla crono con Thomas (partirà alle 17.14), che ha già messo la bottiglia in fresco?

IL COMMENTO TECNICO di Marco Rebagliati:

Tappa 20, 18,6 km che decideranno questo Giro d'Italia.

Si parte da Tarvisio e dopo 10 km in pianura si inizia a scalare il Monte Lussari dove è posto l'arrivo.

Nella prima parte si userà la bici da cronometro per poi cambiarla e prendere la tradizionale bicicletta per affrontare la ripida salita finale. Oggi si raschierà il fondo del barile, bisognerà lasciare sulla strada tutte le ultime energie rimaste.

Vinca il migliore!

Photo credit: LaPresse

Luciano Parodi

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