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Sport | 23 luglio 2023, 19:11

Il Tour colorerà di giallo Torino e il Piemonte nel 2024, omaggiando la leggenda di Fausto Coppi

La terza tappa della più importante gara a tappe del ciclismo mondiale (vinta anche quest'anno dal danese Jonas Vingegaard) in programma da Piacenza a Torino il 1° luglio. Il giorno dopo partenza da Pinerolo

ultima tappa tour 2023

Il Tour colorerà di giallo Torino e il Piemonte nel 2024, omaggiando Fausto Coppi

Per il secondo anno di fila il Tour de France ha incoronato re di Parigi il danese Jonas Vingegaard, che ha nuovamente preceduto lo sloveno Tadej Pogacar, confermandosi il numero uno del ciclismo mondiale (almeno per quanto riguarda le corse a tappe).

Nel 2024 il Tour partirà per la prima volta dall'Italia

Nella giornata conclusiva della più importante corsa ciclistica mondiale (che ha visto il successo di tappa del belga Jordi Meeus) erano presenti in Francia anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo per raccogliere, insieme al sindaco di Firenze Dario Nardella, il testimone del Tour de France. Nella splendida cornice degli Champs Élysèes il presidente e il sindaco, accolti dalla prima cittadina di Parigi Anne Hidalgo e accompagnati dall’ambasciatrice d’Italia in Francia Emanuela D'Alessandro, hanno partecipato alla cerimonia di premiazione del Tour 2023, pronti a portare in Italia la bandiera dell’edizione 2024.

Una edizione che partirà da Firenze, per approdare a Rimini, toccare Cesenatico e Bologna per poi partire da Piacenza il 1° luglio e arrivare a Torino, 259 km per celebrare il mito senza tempo di Fausto Coppi. Un evento straordinario, storico, mai avvenuto prima. Per il quale Regione e Comune hanno collaborato gomito a gomito, come si fa per affrontare le salite più dure.

La Piacenza-Torino nel ricordo del mito di Fausto Coppi

L'anno prossimo il Tour per la prima volta nella sua storia inizierà dall’Italia, con la tappa piemontese anticipata dalla Firenze-Rimini e dalla Cesenatico-Bologna. La Piacenza-Torino vedrà la carovana in giallo passare da Tortona, con un Gran Premio della Montagna sulla salita del Castello denominata “Cote de Tortone - Fausto Coppi” nel ricordo del fuoriclasse che vinse due volte la Grande Boucle. Poi Alessandria, Nizza Monferrato, Barbaresco, Alba, Sommariva Perno, Carmagnola, Moncalieri e infine Torino.

I velocisti avranno la loro prima possibilità di mettersi in luce lungo un tracciato senza grandi asperità, caratterizzato dalla traversata delle colline di Monferrato Langhe e Roero, con i loro prelibati tartufi e il paesaggio vitivinicolo classificato come patrimonio mondiale dell’Unesco, alcune strade prese in prestito dalla Milano-Sanremo e molto altro ancora. Lo scenario sarà senz’altro superbo, ma le eventuali fughe avranno difficoltà a stare lontane ed evitare uno sprint di gruppo.

Cirio: "Un evento storico per il Piemonte"

È un evento storico - ha affermato il presidente Cirio - a cui Comune e Regione hanno lavorato insieme fin dall’inizio e che è nato dalla volontà di dimostrare che Torino e il Piemonte amano gli eventi sportivi e che gli eventi sportivi sono un valore, perché creano posti di lavoro e rappresentano una ricchezza sul piano economico e comunicativo. Ma il Tour viene in Italia soprattutto per le persone, per celebrare un grande campione come Fausto Coppi che sarà ricordato nella sua Tortona, e attraverserà terre d’eccezione come le nostre colline Unesco. Un risultato che premia ancora una volta la capacità di lavorare insieme fra istituzioni e fra pubblico e privato e di fare in modo che non sia un evento solo di un giorno”.

Lo Russo: "Grande occasione di promozione turistica"

La prima volta in Italia del Tour è una grande opportunità di promozione di Torino e del Piemonte - ha sostenuto il sindaco Lo Russo - Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni e privati, perché non è solo una manifestazione sportiva, il nostro territorio sarà lo sfondo straordinario alla manifestazione sportiva tra le più viste e partecipate al mondo. La Città di Torino, così come con le ATP, organizzerà eventi di avvicinamento al Tour cercando il più ampio coinvolgimento dei torinesi. I grandi eventi sono anche sviluppo del territorio e avvicinamento allo sport”.

L’ambasciatrice d’Italia in Francia Emanuela D'Alessandro ha sottolineato che "al Tour de France, come al Giro d'Italia, sono legate pagine memorabili della storia del ciclismo. Ospitare per la prima volta nel nostro Paese la "Grande Boucle", con tre tappe dell'edizione 2024, inclusa la partenza, rappresenta una straordinaria occasione di promozione dei territori, delle eccellenze italiane, del Made in Italy e di proiezione internazionale del nostro Paese. Grazie agli organizzatori del Tour de France, ai Presidenti di Regione ed ai Sindaci coinvolti per questa bellissima iniziativa, che avvicina ancor di più Italia e Francia"

Al termine della giornata parigina, nella serata al Pavillon Elysée dedicata agli ospiti illustri del Tour de France, protagonista anche una delle eccellenze piemontesi e italiane nel mondo: il Barolo offerto dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. "Ci rende orgogliosi aver portato oltralpe il Barolo in una circostanza così importante", ha sottolineato il presidente del Consorzio Andrea Ferrero.

Il direttore del Tour: "Un sogno partire dall'Italia"

Il direttore generale del Tour del France Christian Prudhomme ha rivelato che “è un sogno che si realizza partire dall'Italia, luogo di paesaggi magnifici, ma anche terra di campioni che hanno fatto la leggenda del ciclismo, che è uno sport che guarda davanti a sé l'avvenire, ma che rispetta la sua storia e i suoi campioni. Per questo siamo qui, perché le nostre radici sono comuni e perché lo sport e il ciclismo avvicinano le persone. C'è un grande legame di sport fra Italia e Francia, fra Piemonte e Francia, fra Torino e Francia, un legame che ora si rinnova e rafforza”.

Il giorno dopo l'arrivo a Torino ci sarà (se il programma iniziale verrà confermato) la partenza da Pinerolo. Per un Piemonte che si colorerà di giallo per un appuntamento con la storia.

Massimo De Marzi

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