"Prima di andare via ho diversi nastri che devo ancora tagliare. Nel 2026 sarò sindaco fino all'ultimo giorno del mandato senza risparmiarmi nulla". Questo è l'impegno che Paolo Montagna si prende nei confronti della sua città, a pochi mesi dalla fine di un'esperienza di oltre un decennio. Con nel cassetto il sogno di lasciare in eredità il titolo Capitale Italiana della cultura 2028 e l'avvio del progetto Moncalieri Expo 2030.
Prima di guardare a più lunga scadenza, cosa porteranno i primi mesi del nuovo anno alla città?
"Pensando al Pnrr, in primis il completamento della passerella di corso Trieste. Obiettivo febbraio-marzo, finalmente il collegamento rinnovato e in sicurezza con Torino, con il videowall che racconta la città al suo ingresso. Poi il nuovo teatro Matteotti, tra maggio e giugno, uno spazio ripensato completamente, una sorta di bomboniera senza barriere architettoniche, che grazie alle moderne infrastrutture tecnologiche permetterà di fare non solo teatro, ma anche musica, eventi, convegni. Sarà il pezzo di pregio per la riqualificazione del centro storico, insieme alla valorizzazione del Real Collegio Carlo Alberto, un autentico valore aggiunto per la città".
Nel 2026 Moncalieri andrà al voto. Il centrosinistra ha già fatto la sua scelta, indicando Lorenzo Mauro come candidato sindaco: cosa si sente di dire al suo erede designato?
"Lorenzo Mauro è il capitano di una grande squadra, cresciuta e costruita nel corso degli anni. Era questo il perimetro entro cui ci siamo mossi per identificare il candidato sindaco, volevamo che fosse il figlio di un progetto. Quello nato il 30 novembre 2014, quando l'allora vicesindaco Paolo Montagna aveva immaginato un'altra città. Sono convinto che sarà un capitano attento, scrupoloso, presente, di una squadra che conosce bene quanto di importante è stato fatto per Moncalieri in questi anni, ma che sa altrettanto bene quante sono ancora più straordinarie le cose che devono essere ancora fatte. A lui auguro amore per questa comunità, perché da noi ha fatto la differenza. Senza l'ambizione di risolvere tutti i problemi, ma sapendo che è possibile ascoltarli e fare ogni sforzo possibile per risolverli".
Ci sarà il campo largo? Vede possibile un'alleanza organica con il M5S?
"Auspico un campo giusto e quello che è stato costruito mi pare che lo sia. Abbiamo iniziato ad ampliare il perimetro della coalizione già subito dopo la vittoria nel mio secondo mandato, non ci era bastato avere il 66% delle preferenze. Abbiamo detto a chi era rimasto fuori noi abbiamo comunque bisogno di tutti e ai 5 Stelle abbiamo sempre dimostrato attenzione e apertura sui temi che ci vedono dalla stessa parte. Penso all'ambiente, al benessere degli animali, alla gestione dei rifiuti, alla pace. Ci sono state diverse proposte del M5S da noi condivise e viceversa, in questi anni in Consiglio comunale. Poi se a Moncalieri si vorranno far prevalere le ragioni della politica e non quelle di una sintonia condivisa su molti argomenti, noi ne prenderemo atto sapendo di avere una squadra larga e coesa, poi saranno gli elettori a fare le loro scelte".
E cosa si aspetta di vedere dal fronte del centrodestra?
"Mi aspetto una proposta politica seria e importante per la città. Gli avversari sono fondamentali per farti fare meglio e per contribuire al miglioramento, quando sono attrezzati e all'altezza. Hanno la classe dirigente in grado di fare una proposta per Moncalieri, al di là di chi sarà il candidato sindaco: auspico che si faccia una scelta che guarda all'interesse del territorio e non alle bandierine da mettere sul territorio per far contento questo piuttosto che quel partito, lo merita la grande storia e il futuro di questa città".
Ultima domanda, forse scontata. Cosa farà da grande Paolo Montagna?
"Di una cosa ho certezza: Moncalieri continuerà ad essere la mia casa, finisce il mio tempo da sindaco ma non il mio impegno a favore di questa comunità. Vedremo con la squadra che si continuerà ad occupare di Moncalieri in quale forma, troveremo insieme lo strumento e il modo per cui possa continuare ad essere al servizio di questa città: un amore così grande non ha vincolo di mandato".














