"Sei ragazzi e ragazze minorenni indagati per alcune manifestazioni degli scorsi mesi sono stati posti agli arresti domiciliari, una misura gravissima che li sottrae all'obbligo scolastico e nega loro il diritto allo studio. Cinque dei sei arresti domiciliari sono stati disposti per i fatti avvenuti durante il volantinaggio davanti all'Einstein di Gioventù Nazionale, scortata dalle forze dell'ordine: un alterco all'entrata di scuola, con qualche volantino buttato a terra e una colluttazione con alcuni agenti in borghese, che hanno avuto tre giorni di prognosi, davvero può portare a una pena cautelare così severa per dei minorenni? Dov'è la proporzionalità, tanto più trattandosi di minori, per i quali la detenzione dovrebbe essere sempre extrema ratio? Ragazzi per i quali proprio la scuola è il luogo per crescere, imparare e migliorare se stessi. Nel frattempo, le famiglie di tantissimi giovani partecipanti alle manifestazioni per la Palestina sono state raggiunte da multe pesantissime di 5mila euro. Difficile non pensare a una logica di deterrenza: punire in modo sproporzionato per dissuadere forme di dissenso" - lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, e la Capogruppo di AVS in Piemonte, Alice Ravinale.
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