C’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal Governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili. Insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.
“La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale che abbiamo più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole – ribadiscono Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Ora la Presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur. Dimostri una volta di capire le esigenze dell'economia reale, tutelando gli interessi veri degli agricoltori che continuano a voler produrre all'interno del continente europeo e non come altri settori produttivi che hanno preferito delocalizzare”.
Questo accordo, così com’è finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi, a discapito della salute dei cittadini consumatori europei. Coldiretti sottolinea che adesso la palla è totalmente nel campo della Commissione da cui ci si aspetta un’iniziativa risolutiva in difesa degli standard europei.
Prosegue la mobilitazione permanente di Coldiretti e se non ci saranno risposte si andrà a Strasburgo, il prossimo 20 gennaio, per gridare ancora una volta il “no” a un accordo che, così com’è, è voluto fortemente dalla Von der Leyen.














