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Cronaca | 14 gennaio 2026, 06:56

Scontro in Comune sugli accampamenti rom a Cenisia: "Servono politiche meno permissive"

Sono 82 i nuclei e 167 i minori seguiti dai servizi sociali della Città, ma l’opposizione attacca e parla di fallimento

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

La sicurezza nel quartiere Cenisia diventa terreno di scontro politico in Consiglio comunale. Al centro della polemica, del consigliere di Fratelli d’Italia Ferrante De Benedictis, c'è il progressivo ampliamento degli insediamenti rom nell’area compresa tra corso Racconigi, via Vigone e via Frassineto, dove - secondo quanto segnalato - un nucleo già presente in via Azzi si è spostato dalla fine di ottobre occupando marciapiedi, penisole stradali e aree destinate alla sicurezza della viabilità.

"Zona campeggio"

Minori lasciati senza supervisione, degrado igienico, marciapiedi utilizzati come latrine, veicoli in sosta selvaggia ("almeno una Multipla, due camper, due camion e tre furgoni") in prossimità di uno stop cruciale per la circolazione. Un contesto che, secondo l'esponente del partito della Meloni, ha trasformato l’area in una vera e propria “zona campeggio abusiva” nel cuore della città.

Di altro avviso è stato l’assessore alle Politiche sociali di Palazzo Civico, Jacopo Rosatelli, che ha scelto di ribattere puntando sui numeri dell’inclusione. A livello cittadino, l’Ufficio per l’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti ha attualmente in carico 167 minori, appartenenti a 82 nuclei familiari. Un dato che, secondo l’Amministrazione, dimostra l’esistenza di un lavoro strutturato e continuo.

"I nuclei presenti nelle aree segnalate - ha replicato l'assessore -, sono oggetto di monitoraggi costanti, e che nei casi in cui emergono problemi di ordine pubblico viene coinvolto il Nucleo Risi della Polizia Locale. In presenza di rischi per i minori, scattano le segnalazioni all’Autorità giudiziaria e le misure di tutela".

Rivendicata anche l’adesione al Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021–2027, con un progetto specifico rivolto a 75 minori Rom, Sinti e Caminanti, che ha coinvolto quattro istituti comprensivi e un’agenzia formativa nelle Circoscrizioni 2, 5 e 6. Un investimento che punta a contrastare la dispersione scolastica, ma che - secondo De Benedictis - non produce effetti immediati sul decoro, sulla sicurezza e sulla vivibilità dei quartieri.

La criticità 

Tuttavia una  criticità c'è. Molti nuclei, una volta percepita l’attenzione delle istituzioni, si spostano in altre città, facendo perdere le proprie tracce e rendendo di fatto inefficaci i percorsi di presa in carico. Un elemento che De Benedictis interpreta come "il fallimento di un modello basato quasi esclusivamente sull’approccio sociale". Mentre i residenti di Cenisia continuano a denunciare insicurezza quotidiana, degrado e assenza di controlli efficaci. 

Philippe Versienti

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