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Economia e lavoro | 26 gennaio 2026, 12:03

I ragazzi di Torino vanno in orbita (e a lavorare): al via i corsi della nuova sede dell’ITS Aerospazio e meccatronica [FOTO]

Al Pier della Francesca 2400 metri quadri di aule e laboratori per i corsi biennali che trovano impiego a quasi il 100% degli iscritti

Una spesa di 3,3 milioni di euro legati al Pnrr. Partono oggi (a dire il vero mercoledì) i corsi dell’Its dell’aerospazio e della mobilità sostenibile nella nuova sede di corso Svizzera, all’interno della struttura del Pier della Francesca e ristrutturata nel giro di poco più di 18 mesi. Qui, fino a poco tempo fa, c’erano uffici e archivio di Reale Mutua. Si tratta di 2400 metri quadri di aule e laboratori, che uniti agli altri spazi già attivi fanno salire il totale a 3200.

Si tratta di una situazione che non sostituisce, infatti, ma si aggiunge e rafforza la sede originale di via Braccini, dove nuovi investimenti portano un Application center oltre a Borgomanero e quelli presso gli impianti Leonardo (complessivamente il Ministero manderà 6,7 milioni). Una risposta (almeno parziale) al grande punto interrogativo che vede aziende di settori in crescita in continua ricerca di personale e di profili formati in maniera specifica su temi che spesso sfugge al percorso scolastico tradizionale.

Eccesso di domanda e aziende “deluse”

“Siamo in un eccesso di domanda: aerospazio, ma anche meccatronica e tutte le filiere in cui ci sia automazione. Dalla meccanica alla gomma plastica - dice Stefano Serra, presidente della Fondazione Its Aerospazio e meccatronica-. Tendiamo a deludere richieste delle aziende nonostante una crescita che ha decuplicato i numeri della partenza e nonostante si sia triplicato il target del Pnrr”.

Era il 2011 quando l’esperienza partì con 40 studenti (due classi da 20). Ora sono 650 i ragazzi diplomati ogni anno, con una capacità massima da 800.

Vicini a informatica

“La vicinanza del Polo universitario di Informatica è stata decisiva nella nostra scelta - prosegue -, sia per la vicinanza che per la possibilità di fare sinergie e network, anche in momenti informali. Ma proveremo a fare anche collaborazioni strutturate”.

Senza paragoni

C’è una situazione simile in Italia? “C’è qualcosa in Puglia, ma specializzato sui droni. E qualcosa in Umbria, orientato soprattutto sulla meccatronica. Ma per il resto non c’è struttura simile a quello che facciamo noi. Anche perché viviamo su un perimetro a superficie variabile: i nostri corsi vengono curvati a seconda delle necessità del sistema industriale del territorio”.

Obiettivo raddoppio

L’Its viene finanziato con 4,5 milioni di risorse pubbliche ogni anno. “La Regione sta facendo già molto per i finanziamenti - spiega Serra - e con il Pnrr sono arrivati fondi importanti oltre a quelli europei. Se il Ministero aumenterà la dotazione per l’istruzione universitaria, aumenteremo i corsi. Se riusciremo a saturare l’attuale capacità, il prossimo obiettivo è raddoppiare gli studenti iscritti nel nostro biennio”. Serviranno circa 8,5 milioni, per tagliare questo traguardo.

Cervelli e orientamento

“Si parla tanto di fuga di cervelli, ma i nostri arrivano tutti a innervare le aziende del territorio. Il nostro tasso di occupazione è del 100%. Chi finisce di studiare a giugno, già dopo il primo anno ha un contratto di apprendistato duale a partire da luglio”.

“Spesso i ragazzi e le loro famiglie pensano ancora che l’Università sia l’unica strada possibile, mentre magari nella loro indole c’è l’ITS - aggiunge Sigfrido Pilone, direttore dell’Its - e quindi si pone il problema dell’orientamento. Esistiamo da qualche anno, ma la conoscenza è ancora ridotta”.

Massimiliano Sciullo

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