Le aiuole trasformate in parcheggi improvvisati, l’erba ormai scomparsa e al suo posto solo terra battuta e fango. È questa la situazione che si presenta quotidianamente lungo corso Castelfidardo, nel tratto antistante il Politecnico di Torino, dove la malasosta è diventata una costante.
Auto in sosta sulle aiuole
Nonostante il divieto e la presenza di spazi verdi ben delimitati, numerosi automobilisti continuano a parcheggiare direttamente sulle aiuole, schiacciando il terreno e rovinando irrimediabilmente il manto erboso. In alcuni punti, il passaggio ripetuto delle auto ha cancellato ogni traccia di verde, lasciando zone fangose e degradate che creano anche problemi di sicurezza per pedoni e ciclisti. Una situazione che residenti e studenti conoscono bene e che va avanti da tempo. La denuncia corre soprattutto sui social e nei gruppi di quartiere, dove le immagini delle aiuole distrutte parlano da sole.
"Troppe ciclabili"
Accanto alla condanna dei comportamenti incivili, però, emerge anche un altro fronte di polemica. Alcuni cittadini puntano il dito contro il Comune, accusato di aver realizzato troppe piste ciclabili senza un adeguato piano per i parcheggi. Secondo questa parte della popolazione, la riduzione degli stalli per le auto avrebbe reso sempre più difficile trovare un posto, spingendo molti automobilisti a soluzioni di fortuna - e illegali - come la sosta sulle aiuole.
Una giustificazione che non convince tutti. Per molti, infatti, la mancanza di parcheggi non può legittimare la distruzione del verde pubblico, soprattutto in un’area frequentata ogni giorno da migliaia di studenti, docenti e lavoratori. Un tema destinato a dividere.















