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Scuola e formazione | 05 febbraio 2026, 11:41

Quasi un adulto su due è esitante a vaccinarsi: lo studio coordinato da Unito

Pubblicati su The Lancet Regional Health – Europe i risultati di un’indagine nazionale che ha coinvolto un campione di oltre 50.000 adulti residenti in tutta Italia, rappresentativi della popolazione adulta per età, genere, livello di istruzione, area geografica e dimensione del comune di residenza

Quasi un adulto su due è esitante a vaccinarsi: lo studio coordinato da Unito

Quasi un adulto su due manifesta forme di esitazione nei confronti delle vaccinazioni, ma il fenomeno è ben più complesso e fortemente eterogeneo: esso è influenzato da caratteristiche demografiche e sociali, esperienze personali, orientamento politico e religioso e dal livello di fiducia nelle istituzioni e nei sistemi sanitari.  Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Regional Health – Europe, rappresenta il primo risultato della INF-ACT Vaccine Hesitancy Survey, una delle più ampie indagini mai condotte in Italia su questo tema.

Lo studio ha fatto emergere differenze rilevanti in relazione a genere, identità sessuale ed etnia, dimensioni raramente esplorate nelle precedenti ricerche italiane sull’argomento. Un risultato che sottolinea la necessità di disporre di dati sempre più granulari per sviluppare strategie di prevenzione realmente inclusive e mirate.

Prof. Fabrizio Bert, Professore Ordinario e Direttore del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche Università di Torino: - L’esitazione vaccinale continua a rappresentare una delle principali sfide per i programmi di immunizzazione e per la tutela della salute pubblica.  Ma il fenomeno è complesso: i risultati suggeriscono che, oggi, l’esitazione vaccinale dipende meno da timori legati alla sicurezza dei vaccini e più dalla difficoltà di comunicare efficacemente il valore della vaccinazione. Un elemento centrale che emerge dall’indagine riguarda il ruolo delle figure di riferimento nella comunità. L’esitazione vaccinale risulta, infatti, più elevata tra le persone che non percepiscono un chiaro sostegno alla vaccinazione da parte di operatori sanitari, insegnanti o leader religiosi.”

Ripensare le strategie di sanità pubblica

Secondo gli autori, questi risultati indicano la necessità di ripensare le strategie di sanità pubblica, superando un approccio limitato ai soli contesti sanitari tradizionali. 

La comunicazione dovrebbe essere maggiormente adattata ai diversi sottogruppi della popolazione, affrontando la sfiducia istituzionale attraverso il coinvolgimento di reti comunitarie e figure di prossimità. Rafforzare l’accessibilità e la qualità dei servizi vaccinali e ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni rimane una priorità, insieme a una comunicazione depoliticizzata e basata su solide evidenze scientifiche.

Lo studio

Lo studio è stato coordinato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino e ha coinvolto la dott.ssa Giuseppina Lo Moro, il prof. Fabrizio Bert e la prof.ssa Roberta Siliquini, principal investigator della ricerca. Alla survey hanno collaborato anche le Università di Roma “La Sapienza”PaviaCagliari e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Il paper, dal titolo “Prevalence of vaccine hesitancy in Italy: a cross-sectional study”, si basa su un’indagine trasversale condotta tra settembre 2024 e marzo 2025 attraverso interviste web e telefoniche. Il campione comprende 52.094 adulti residenti in tutta Italia, rappresentativi della popolazione adulta per età, genere, livello di istruzione, area geografica e dimensione del comune di residenza. L’obiettivo principale dello studio è fornire una fotografia aggiornata e dettagliata dell’esitazione vaccinale e identificare i sottogruppi della popolazione maggiormente esposti a questo fenomeno.

La ricerca si inserisce nel più ampio progetto nazionale INF-ACT (https://www.inf-act.it/), una collaborazione tra numerose università e istituzioni italiane nata con l’obiettivo di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti legati alle malattie infettive emergenti. Il progetto è stato finanziato dal NextGenerationEU nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Link all'articolo completo https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(26)00015-3/fulltext

comunicato stampa

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