Un'altra crisi, l'ennesima vertenza, l'ultimo (solo in ordine di tempo) allarme per una crisi industriale che trova a Torino e nella sua provincia uno dei territori più travolti dalle difficoltà. E' il caso della Olci Engineering di Rivalta, che a dicembre ha visto l'avvio della procedura di licenziamento collettivo e che, fino a oggi, non vede alcuna intesa all'orizzonte. Gli esuberi dichiarati sono 19 su un totale di 72 dipendenti.
Per far sentire la propria voce, i dipendenti della Olci si sono dati appuntamento questo pomeriggio ai piedi del Grattacielo della Regione Piemonte, mentre una delegazione sindacale è stata ricevuta dai rappresentanti della giunta Cirio. "Come Fim-Cisl - racconta Massimiliano Battista -, chiediamo di intervenire con un ammortizzatore sociale per crisi industriale, per tamponare e dare un po' di ossigeno ai 19 esuberi che l'azienda ha dichiarato attraverso il licenziamento collettivo".
"Per non impugnare i licenziamenti - aggiunge il sindacalista - abbiamo chiesto un incentivo economico all'uscita. Su questo l'azienda ci darà una risposta a breve. Mentre la Regione ha cercato di far capire all'azienda che un periodo ponte di cassa integrazione in deroga darebbe un po' di ossigeno ai lavoratori, che nel frattempo avrebbero maggior tempo per trovare muove opportunità lavorative".
Il prossimo appuntamento è stato fissato per il 12 marzo, sempre in Regione. Sarà l'occasione per mettere a fuoco la possibilità di sottoscrivere un accordo condiviso. "L'unica certezza - conclude l'esponente della Fim Cisl - è che il territorio torinese sta accusando l'ennesima problematica legata alla forte incertezza legata all'auto ed alle scelte sbagliate di puntare prima sull'elettrico e ora rivedere le proprie decisioni industriali".
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