Su richiesta di Monica Canalis (Pd), la Terza Commissione, presieduta da Claudio Sacchetto, ha ospitato un’audizione sui principali progetti italiani di guida autonoma, studiati e gestiti dalla rete che vede operativi i Politecnici di Torino e di Milano e l’Università di Modena e Reggio Emilia. L’incontro ha messo in luce risultati, prospettive e ricadute territoriali della ricerca, con attenzione non solo all’innovazione tecnologica, ma anche alle implicazioni sociali. A livello globale, Stati Uniti e Cina hanno ormai raggiunto un alto grado di maturità industriale, rendendo strategico per l’Italia rafforzare la propria ricerca e applicazione pratica in questo settore.
Il Politecnico di Torino, rappresentato da Nicola Amati, ha illustrato il progetto Cars@PoliTo, con test su veicoli elettrici e ibridi dotati di sistemi avanzati di assistenza alla guida, integrazione tra sensori e infrastrutture intelligenti e studi sull’impatto urbano dei veicoli autonomi. Tra le linee di ricerca figurano modelli predittivi per la gestione del traffico, soluzioni per ridurre consumi ed emissioni e piattaforme digitali per la comunicazione veicolo-infrastruttura.
Il Politecnico di Milano, con Sergio Matteo Savaresi a presentare il gruppo Aida (Artificial Intelligence Driving Autonomous), ha illustrato lo sviluppo dell’AI-driver, testato anche su percorsi complessi ispirati alla 1000 Miglia. Oltre alla ricerca sulle alte prestazioni, il laboratorio punta all’inclusione sociale con navette elettriche autonome dedicate a persone anziane, con disabilità o in condizioni di fragilità, favorendo mobilità sicura e accessibile in contesti urbani controllati.
L’Università di Modena e Reggio Emilia, con Massimiliano Vaccari dell’Hipert Lab, ha approfondito sistemi real-time e algoritmi ad alte prestazioni in grado di elaborare grandi quantità di dati in millisecondi. Le applicazioni spaziano dall’auto privata ai settori industriale, agricolo e logistico. Le esperienze maturate in competizioni internazionali come la Indy Autonomous Challenge fungono da acceleratore per il trasferimento rapido delle soluzioni dal laboratorio al mercato.














