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Scuola e formazione | 07 marzo 2026, 19:42

UniTo, piano straordinario per la ricerca: 1,5 milioni dal MUR e 54 nuovi ricercatori

L’Ateneo torinese accelera sul reclutamento grazie ai fondi ministeriali e a misure interne per abbattere i costi di assunzione nei Dipartimenti

UniTo, piano straordinario per la ricerca: 1,5 milioni dal MUR e 54 nuovi ricercatori

L’Università di Torino accoglie con grande soddisfazione il decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca che assegna agli atenei piemontesi 3,6 milioni di euro per il reclutamento di nuovi ricercatori. All’Università di Torino sono destinati oltre 1,5 milioni di euro per 54 ricercatori, di cui 21 destinati a dare specifica continuità ai reclutamenti finanziati su progetti PNRR, nell’ambito del piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca previsto dalla legge di Bilancio 2026.

Si tratta di un investimento strategico che consente di consolidare le competenze maturate grazie al PNRR e di rafforzare in modo strutturale la capacità di ricerca dell’Ateneo, in una fase decisiva per il sistema universitario nazionale.

A questo importante contributo ministeriale, l’Università di Torino affianca due misure strutturali di forte impatto: Il contenimento della spesa corrente, in particolare sui costi della gestione ordinaria, con l’obiettivo di liberare risorse da destinare al reclutamento, evitando interventi di limitazione della spesa del personale proprio nel momento in cui è necessario investire sull’ingresso di nuovi ricercatori. L’incentivo straordinario per il reclutamento di ricercatori a tempo determinato (RTT). L’Ateneo infatti metterà a disposizione 0,2 punti organico sui 0,5 necessari per avviare una procedura RTT. In termini concreti, ciò significa ridurre per i Dipartimenti di 2/5 il costo di attivazione delle nuove posizioni, rafforzando in modo significativo la capacità di assunzione interna.

Gli RTT rappresentano una leva strategica: si tratta di ricercatori che, nell’arco di tre-sei anni, potranno accedere alla posizione di professori associati, garantendo continuità, qualità scientifica e stabilità al sistema accademico.

Con questo piano integrato l’Università di Torino avvia una delle più rilevanti operazioni di rafforzamento del capitale umano degli ultimi anni, confermando la centralità della ricerca e della formazione come motore di sviluppo scientifico, sociale ed economico del territorio e del Paese.

Nei prossimi due anni l’Università di Torino realizzerà un reclutamento di ricercatori senza precedenti”, dichiara la Rettrice Cristina Prandi. “La combinazione dei fondi ministeriali con le 54 posizioni assegnate al nostro Ateneo, insieme alla priorità che stiamo attribuendo alle risorse destinate agli incentivi e al cofinanziamento dei punti organico per i Dipartimenti, consentirà una vera e propria accelerazione nel reclutamento di giovani ricercatrici e ricercatori. Vogliamo costruire oggi la nuova generazione dell’Università di Torino.”

comunicato stampa

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