C’è una Firenze diversa da quella delle immagini da cartolina a cui siamo abituati. A raccontarla è la penna di Christine von Borries che proprio nella città attraversata dall’Arno ambienta il suo nuovo romanzo tra aule di tribunale e solidarietà femminile.
Nel suo "A Firenze gira voce" edito da Piemme che verrà presentato al Circolo dei lettori di Torino venerdì 13 marzo, la scrittrice-magistrato in servizio nel capoluogo toscano trasforma la sua esperienza investigativa in una narrazione potente, capace di andare oltre i confini del classico legal thriller.
Tutto comincia dal processo ad Attilio Bergamini, amministratore delegato della Safe Word, alla sbarra per bancarotta fraudolenta. La condanna sembra certa, ma all’improvviso l’aula viene sconvolta da improvvisi colpi di pistola. Da quel momento l’inchiesta giudiziaria cambia volto e apre ferite profonde in una città tanto bella quanto indifferente.
Il filo rosso del racconto è la solidarietà femminile fra quattro amiche, donne, madri, lavoratrici: sono Valeria, Giulia, Monica ed Erika. Ognuna ha un ruolo ben preciso nel proseguio della storia, e tutte sono incredibilmente vicine alle donne reali abituate da affrontare il peso delle responsabilità di tutti i giorni, unite contro i pregiudizi della società e gli ostacoli del quotidiano. Ne esce fuori un "romanzo d’indagine" al cui centro non c’è solo un giallo appassionante, ma anche l’ambiente e le relazioni umane. Una storia di resilienza dove la verità non si impone da sola, ma va conquistata con coraggio.





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