Che cosa ti aspetti entrando in un ristorante che si chiama Brace Pura? Ovviamente che ad essere la protagonista decisiva sia proprio la brace, usata per cuocere carni, verdure e, perché no, persino pasta e frutta. Il sapore e le consistenze che cerchi cioè, detto altrimenti, è quello del BBQ, vuoi gestito in chiave classica, vuoi ripensato in chiave moderna. Il nuovo corso di Brace Pura tuttavia, con ai fornelli ex stellato Marcello Trentini, sembra avviato a percorrere una strada diversa, nella quale la brace continua certo a giocare un suo ruolo, giungendo nei momenti migliori persino a stupire, senza tuttavia avere quella centralità che in precedenza rendeva il locale in sintonia col suo nome.

Se la brace resta sottotraccia
Questa distonia tra il nome del locale e i piatti che via via arrivavano in tavolo è venuta profilandosi fin da subito. Trascurando le Mazzancolle aio oio e habanero e

La seppia di Nassa, insalata di Spinaci Novelli e salsa XO,

le prime un po’ sottotono e la seconda con quel tratto di “gommosità” che non ti aspetteresti; un guizzo nel quale si coglie la mano capace dello chef l’ho trovato nel ben equilibrato Smørrebroad, pesto di Lardo di Angus affumicato e rossetti

e soprattutto nella gustosa Tartare di Tonno alla brace, fois gras e yuzu.

Nell’uno e nell’altro la brace, sebbene ancora sullo sfondo, comincia però a farsi pian piano sentire.
La brace finalmente… pura
Per fortuna, nel finale della cena, la “brace pura” è emersa con forza in un piatto che ho trovato davvero riuscito: il Rognone di vitello, mandarino al carbone e ricci di mare.

Devo confessare che il rognone è una frattaglia che amo particolarmente. E tuttavia in quello proposto da Trentini ho trovato una buona sintesi tra la cottura brace, chiamata qui a giocare un ruolo chiave sia nella carne sia nel mandarino, e la creatività di uno chef che indubbiamente sa il fatto suo. La perfetta cottura, l’intrigante abbinamento e il gioco di sapori e consistenze ha saputo riproiettarmi nel passato di un locale che, nella sua vita precedente, aveva avuto per me un indubbio fascino

L’ultima sorpresa
Il vero pezzo forte della serata però è arrivato in chiusura. La creatività di Trentini, con la complicità di Aria Gelateria, mi hanno teso un tranello a cui non ho saputo resistere. Del resto, dopo aver passato la sera a esprimere e raccogliere perplessità di con chi era con te al tavolo sullo scarso rilievo dato alla brace nel nuovo corso di questo locale, come sottrarsi a un Sorbetto di mandarino BBQ, sale e rosmarino? E proprio questo dessert, con il suo particolarissimo sapore, si è rivelato una sorpresa. Facendomi pensare che Brace Pura, anche nella sua nuova declinazione, possa avere davvero delle buone carte da giocare. A condizione che non perda per strada quella brace che a lungo ha costituito il suo tratto davvero connotante.
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Brace Pura
Tipologia locale: ristorante
Indirizzo: Via Roero di Cortanze, 2 – Torino
Telefono: (+39) 011 8600124
Prezzi: Per iniziare (16/18€), per continuare (18/24€), pura brace (22/34€), universo vegetale (12/16€), dolci (6-8 €) coperto (4€).
Servizi: menu vegetariano; dehors estivo; animali ammessi
Ultima visita (cena stampa): febbraio 2026
Sensazioni al volo: il nuovo corso del locale, nonostante a guidare la cucina sia uno chef di vaglia come Marcello Trentini, qualche perplessità ce l’ha lasciata. La partenza ha alternato piatti con qualche guizzo creativo ad altri meno convincenti. Il finale però, prima col rognone e poi con il sorbetto BBQ, ha dato una svolta alla serata. La ragione? In questi ultimi piatti la “brace pura” è tornata ad essere protagonista.














