Brianza è il titolo del film le cui riprese sono in corso a Torino dal 25 febbraio scorso.
La trama
La storia trae ispirazione da un fatto di cronaca avvenuto nel 2010 in Brianza. Un armiere storico di Como uccise e decapitò il socio in affari, proprietario di pompe di benzina.
“Ero rimasto colpito da questo evento perché il luogo in cui l’armiere aveva bruciato la testa dell’imprenditore era la pizzeria dello suocero, in cui io andavo a mangiare la pizza da bambino” spiega il regista Simone Catania.
“Conoscevo quelle persone. Conoscevo il proprietario e la moglie, ho conosciuto l’armiere in carcere. Sono persone che ritenevo oneste, e mi chiedevo perché mai fosse esplosa quella follia in loro. Questa è la domanda da cui sono partito. In Brianza c’era questo pregiudizio verso la gente del sud, il proprietario della pizzeria è siciliano e si era comunque fatto la nomea di uomo onesto. Quando sono andato a trovare le persone vere, mi hanno raccontato cose surreali che sono avvenute prima dell’omicidio e da questa situazione inverosimile è venuta fuori una commedia nera in stile fratelli Cohen”.
Obiettivo del film non è solo raccontare un fatto di cronaca ma anche quello spirito tipico della Brianza, tra culto delle armi e della regione. “In Brianza c’è una cultura delle armi simile a quella della Svizzera e degli USA. È un tema affascinante che non tutti conoscono. C’è questo legame tra la religione e le armi che ritroviamo nel protagonista. È un armiere ma anche un collezionista di presepi”.
Le riprese
La troupe girerà in Piemonte fino al 16 marzo. Tra i luoghi coinvolti, anche l’Armeria Majerna in piazza XVIII dicembre.
“Abbiamo scelto Torino come location per le riprese perché ci sono elementi molto vicini a quelli di Como. Siamo sempre nella pianura Padana, usiamo l’Armeria che sarebbe quella nel centro di Como. È un'armeria di lusso. A Giaveno invece abbiamo trovato la villa del Fumagalli, mentre la pizzeria dello suocero è la Sacra Birra a Sant’Ambrogio di Torino”.
Le riprese, realizzate nella nostra regione per tre settimane con il sostegno di Film Commission, termineranno tra la Svizzera e la Lombardia ad aprile, ma il lavoro di post produzione e montaggio è già iniziato. “L’idea è quella di essere pronti per uscire in sala in autunno” concludono dalla produzione.
Beatrice Borgia, presidente di Film Commission Torino Piemonte, evidenzia che “Brianza rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni e territorio, avendo intercettato sia le risorse della Fondazione Compagnia di San Paolo - attraverso il bando sviluppo - sia quelle della Regione Piemonte tramite il bando produzione.”
“Il Sistema Cinema Piemonte rappresenta un importante driver di sviluppo con significative ricadute economiche sul territorio – dichiara Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo -. Si tratta di un comparto capace di attivare risorse e finanziamenti, generando valore e nuove opportunità. Il film del regista Simone Catania è per noi motivo di grande soddisfazione poiché tra i primissimi progetti che arrivano a realizzarsi a partire proprio dall’opportunità offerta dal nostro Fondo Sviluppo. Un esempio concreto di come, anche in ambito culturale, sia necessario investire sugli ecosistemi per accompagnare l’evoluzione dei concept culturali verso progetti produttivi solidi e distribuibili sul mercato cinematografico".
Il cast
Marina Rocco interpreta Valentina, moglie dell’armiere, Giorgio Farina. “Come personaggio sto affrontando una grande crisi, ma cerco di sistemare dall’interno quello che succede all’esterno. Al tempo stesso mi trovo davanti a fatti che mi obbligano a un cambiamento”.
Fausto Russo Alesi indossa i panni di Farina: “Siamo nel cuore del lavoro in un progetto molto forte - spiega l’attore -. Cerco di raccontare un uomo che potrebbe essere vicino a ognuno di noi. Capita qualcosa che non era previsto, non è un mostro, non è qualcosa di previsto quello che gli succede. Tutto accede. È una storia fatta di temi che ci riguardano profondamente, a prescindere dalla Brianza, e riverberano su di me sicuramente. I personaggi affrontano questa crisi personale ed economica senza voler mettere in discussione la loro immagine”.
Christophe Sermet, è il fratellastro di Farina: “Da quando ho letto la sceneggiatura la prima volta, la storia mi ha preso. Le cose sono legate, la storia è complessa, ma organica. C’è qualcosa dì shakespeariano in questo mondo violento, la tragedia, la commedia, l’umanità, molto presente, ma queste anime convivono”.














