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Attualità | 17 marzo 2026, 06:47

Villa Abegg, il gioiello della collina chiuso al pubblico: "Così è un patrimonio sprecato"

Dalla donazione alla gestione, l'appello dei consiglieri di Torino Bellissima Firrao e Abbruzzese

Villa Abegg (foto da MuseoTorino)

Villa Abegg (foto da MuseoTorino)

Un gioiello storico della collina torinese che oggi resta sostanzialmente chiuso ai cittadini. È il caso di Villa Abegg, conosciuta anche come Vigna di Madama Reale, al centro di un’interpellanza presentata in Consiglio comunale dai consiglieri di Torino Bellissima Pierlucio Firrao e Pietro Abbruzzese.

Parliamo di un luogo straordinario che Werner Abegg ha lasciato in dono a Torino - spiegano Firrao e Abbruzzese -, con il diritto di utilizzo del parco per 99 anni e con la piena proprietà dell’immobile che diventerà comunale nel 2082. Oggi però questa risorsa resta chiusa e non fruibile dai cittadini”.

Un complesso storico sulla collina 

Villa Abegg si trova in strada Revigliasco 65, in una delle aree più panoramiche della collina di Torino. Il complesso, risalente alla seconda metà dell’Ottocento e modificato nei primi anni del Novecento, rappresenta un esempio significativo di architettura residenziale eclettica suburbana. Anche solo per alcune caratteristiche: un parco storico di circa 30mila metri quadrati, alberature ad alto fusto, viali interni e scorci panoramici sulla città. 

Secondo quanto segnalato da alcuni cittadini, fino a qualche anno fa il parco risultava accessibile al pubblico nei fine settimana. Oggi invece l’area risulta chiusa, salvo alcune aperture occasionali come durante le giornate organizzate dal Fai - Fondo per l’Ambiente Italiano.

La donazione e la proprietà della villa

Con un atto del 2 marzo 1983 il filantropo svizzero Werner Abegg ha donato alla Città di Torino l’area a parco del complesso denominato Vigna di Madama Reale, mantenendo però una particolare configurazione giuridica per la villa. E' quanto ha spiegato la vicesindaca Michela Favaro, chiarendo l’attuale situazione giuridica del complesso.

"Contestualmente fu ceduto un diritto di superficie della durata di 99 anni alla Compagnia di San Paolo sulla villa seicentesca e sull’area di pertinenza - ha precisato Favaro -. Alla scadenza di questo diritto, prevista per il 1° marzo 2082, la Città di Torino acquisirà la piena proprietà anche dell’edificio storico".

La richiesta: “Va restituita ai torinesi”

Proprio la limitata fruizione dell’area è finita al centro della critica dei consiglieri di Torino Bellissima. “Il valore di quella donazione stava proprio nell’idea che questo spazio fosse vissuto e frequentato dai torinesi, non certo che rimanesse inutilizzato”, è la replica di Firrao e Abbruzzese.

Per questo motivo, con l’interpellanza è stato chiesto all’amministrazione comunale di chiarire quali siano le prospettive per il futuro del complesso: eventuali progetti di recupero, possibili cambi di destinazione d’uso e le intenzioni dell’amministrazione per la tutela e la valorizzazione pubblica della villa e del parco.

Secondo i consiglieri, Villa Abegg dovrebbe tornare a essere una risorsa aperta per la città e per i cittadini “perché un luogo di questo valore non può restare chiuso”.

Philippe Versienti

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