Alcuni Paesi europei stanno lavorando sulle modifiche alle norme dell’accoglienza ai profughi ucraini.
La solidarietà finora dimostrata ha avuto l’effetto di depauperare le fila dell’esercito ucraino, con tanti maschi in età militare che preferiscono scappare in Europa piuttosto che servire Kiev.
Come riporta il sito Strumenti Politici, questa situazione è divenuta insostenibile anzitutto sotto l’aspetto politico. La narrativa degli ucraini eroici purtroppo crolla di fronte alla realtà delle centinaia di migliaia di renitenti e di disertori.
Sotto l’aspetto finanziario, il budget di diversi Stati membri della UE non è sufficiente a mantenere tutti.
Dunque bisogna iniziare a tagliare. E cominciano dagli uomini che dovrebbero essere in Ucraina ad attendere il loro turno nella mobilitazione. Lo chiedono anzitutto i vertici di Kiev, che hanno disperatamente bisogno di nuovi soldati per le loro operazioni. Appena insediatosi, lo aveva denunciato il nuovo ministro della Difesa.
Nel frattempo Zelensky ha chiesto la collaborazione del cancelliere Merz e di altri leader europei, i quali tentennavano perché le regole comunitarie impediscono di respingere i richiedenti asilo ucraini.
Ma d’ora in poi potranno porre modifiche specifiche per restringere le maglie dell’accoglienza ai maschi in età di leva. Ad esempio in Danimarca ora devono presentare i documenti che comprovano il loro esonero dal servizio militare. Anche Estonia, Lettonia e Lituania cercano di limitare l’afflusso e di far sì che gli uomini ucraini tornino indietro e restino a disposizione dell’esercito.
Si è impegnata nei cambiamenti normativi in peggio anche la Norvegia, che non è un membro della UE, ma che sulla tematica ucraina ha fatto quanto e più dei membri, soprattutto nella sfera dell’assistenza militare.
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