Al via, nell’aula bunker di via Filangieri a Milano, il processo con rito ordinario che vede alla sbarra 45 imputati dell'indagine 'Hydra' sulla presunta alleanza in Lombardia delle tre mafie. Lo scorso gennaio sono già state emesse 62 condanne (fino a 16 anni) per chi ha scelto il rito abbreviato. A pochi passi dal carcere di San Vittore e dall’aula è in corso un presidio per ribadire il proprio rifiuto delle mafie e di ogni forma di criminalità organizzata. Tra i presenti Libera, Cgil Lombardia e altre associazioni della società civile. Davanti ai giudici dell'ottava sezione penale del Tribunale di Milano, i pubblici ministeri Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, presente anche il procuratore capo Marcello Viola - sono pronti a ribadire le accuse contro alcuni degli esponenti di primo piano di Cosa nostra, 'ndrangheta e camorra come Paolo Errante Parrino, Gioacchino Amico, Santo Crea e Giancarlo Vestiti. Alcuni degli imputati sono collegati in video collegamento.
“Oggi ci limiteremo alla costituzione delle parti” annuncia in apertura la giudice Maria Luisa Balzarotti che presiede il collegio. L'udienza arriva a tre giorni dalla morte, nel carcere di Torino, di Bernardo Pace, 61 anni, che da meno di un mese aveva iniziato a collaborare con la Dda di Milano. Sul suicidio del presunto esponente del mandamento di Castelvetrano, con un ruolo decisionale nei rapporti illeciti con gli altri componenti delle famiglie coinvolte nella presunta alleanza lombarda, indaga la procura di Torino.














