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Cronaca | 18 marzo 2026, 19:38

Abusi sulla figlia in cambio di denaro: la Corte d'Appello conferma la condanna per la madre

Pena fissata a quattro anni e dieci mesi per la donna che offriva la minore in rete. Il caso, sollevato dall'associazione "La Caramella Buona", era approdato anche alle telecamere de "Le Iene"

Abusi sulla figlia in cambio di denaro: la Corte d'Appello conferma la condanna per la madre

La II Sezione Penale della Corte d’Appello di Torino ha confermato oggi la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale cittadino: quattro anni e dieci mesi di reclusione per la madre accusata di aver offerto sul web le prestazioni sessuali della figlia minorenne in cambio di pagamenti.

La genesi dell'inchiesta

La vicenda ha radici profonde in un'attività di monitoraggio e denuncia che ha visto protagonista l'associazione nazionale anti-pedofilia "La Caramella Buona". Dopo aver raccolto i primi elementi sul caso, l'organizzazione ha allertato le autorità competenti, dando il via a un iter giudiziario che ha trovato ampia eco mediatica anche grazie a un servizio della trasmissione televisiva "Le Iene", che aveva documentato i contorni della vicenda.

La parola della parte civile

L’associazione si è costituita parte civile nel processo, assistita dall’avvocato Antonio Radaelli. Al termine dell’udienza odierna, il presidente de "La Caramella Buona", Roberto Mirabile, ha espresso soddisfazione per la tenuta dell'impianto accusatorio:

“Siamo soddisfatti della decisione della Corte di Appello che conferma quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio e quanto da noi sostenuto. Avevamo portato questo caso all’attenzione delle autorità alcuni anni fa e oggi si scrive la parola fine su una vicenda gravissima: il crimine è stato commesso proprio da chi avrebbe dovuto proteggere la minore”.

I prossimi passaggi

Con la decisione odierna, i giudici di secondo grado hanno ribadito la gravità delle condotte contestate alla donna, sottolineando la violazione dei doveri di cura e protezione verso la figlia. Per conoscere nel dettaglio il ragionamento giuridico che ha portato alla conferma della condanna, sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro i prossimi 90 giorni.

Redazione

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